Legge 2017 ristrutturazione alberghiere e credito d’imposta


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La Legge di bilancio 2017 proroga il riconoscimento del Tax credit per le strutture ricettive anche per il 2017 e per il 2018. L’intervento della Manovra 2017 però non si limita alla semplice proroga, ma modifica alcune disposizioni normative contenute nel D.L. 83/2014 all’art. 10 rubricato “Disposizioni urgenti per riqualificare e migliorare le strutture ricettive turistico-alberghiere e favorire l’imprenditorialità nel settore turistico”.Le strutture interessate sono quelle esistenti alla data del 1° gennaio 2012. Il D.M. 7 maggio 2015 ha definito la struttura alberghiera; per “struttura alberghiera” si intende una struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti. Sono strutture alberghiere gli alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali. L’articolo 10 del D.L. n. 83/2014 riconosce un credito d’imposta al fine di migliorare la qualità dell’offerta ricettiva per accrescere la competitività delledestinazioni turistiche. Più nello specifico viene riconosciuto alle imprese alberghiere esistenti alla data del 1°gennaio 2012 un credito d’imposta nella misura del trenta per cento per le spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016 relative a interventi di:– ristrutturazione edilizia– ovvero a interventi di eliminazione delle barriere architettoniche,– ovvero di incremento dell’efficienza energetica.La misura è riconosciuta anche per ulteriori tipologie di spese quali l’acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivamente alle strutture alberghiere, come individuate nello stesso articolo, a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima del secondo periodo d’imposta successivo. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. Il credito è riconosciuto alle imprese per spese fino ad un massimo di 200.000 euro nei periodi sopra indicati per gli interventi suddetti e comunque fino all’esaurimento dell’importo massimo di spesa previsto.Il beneficio fiscale è soggetto al rispetto delle disposizioni di cui alla disciplina europea in materia di aiuti di stato di importanza minore, cd. “de minimis”. Per gli aiuti cd. de minimis, si richiama innanzitutto il Regolamento (UE) n. 1407/2013 che è applicabile alle imprese operanti in tutti i settori, salvo specifiche eccezioni, tra cui la produzione di prodotti agricoli. Il massimale di finanziamento previsto da tale regolamento è pari a 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari. In attuazione dell’art. 10 è stato emanato il D.M. 7 maggio 2015 (Disposizioni applicative per l’attribuzione del credito d’imposta alle strutture ricettive turistico-alberghiere). Partendo dunque dalle nuove disposizione introdotte dalla Legge di bilancio 2017 andremo a riprendere quelle che sono le disposizioni operative previste dal Decreto Ministeriale appena citato.Come già anticipato la Legge di bilancio 2017 proroga il credito di imposta in commento anche al 2017 e al 2018 apportando però alcuni aspetti novellativi alla disciplina normativa originaria sopra richiamata.

Sorgente: TAX CREDIT: RIQUALIFICAZIONE STRUTTURE ALBERGHIERE | Confesercenti Provinciale Salerno

Conai: scadenza 20 gennaio 2017


Nell’imminenza della scadenza per la domanda di adesione al CONAI (venerdì 20), vogliamo approfondire il discorso proprio sul Consorzio Nazionale Imballaggi, illustrandone finalità, obblighi, modalità di adesione e adempimenti, oltre a tutto ciò che può interessare chi produce, distribuisce e smaltisce imballaggi:

  • il CONAI e i Consorzi di filiera;
  • i soggetti obbligati ad aderire;
  • le modalità di adesione;
  • gli adempimenti richiesti;
  • le sanzioni previste.

L’articolo inoltre ha lo scopo di segnalare che eventuali irregolarità o infrazioni emersi dai controlli sono puniti con sanzioni pecuniarie di unacerta rilevanza.

LEGGI L’ARTICOLO>>

https://www.ilcommercialistaonline.it/conai-iscrizione-entro-20-gennaio/

Telefisco 2017


Telefisco, il convegno annuale de L’Esperto Risponde-Il Sole 24 Ore, giunge giovedì 2 febbraio alla 26esima edizione e passa in rassegna tutte le novità tributarie del 2017.
Un anno particolarmente intenso a seguito delle modifiche introdotte sia dalla legge di bilancio che dal decreto fiscale.
Fari puntati sulla rottamazione dei ruoli affidati a Equitalia dal 2000 al 2016, per cui andrà presentata la domanda di adesione entro il 31 marzo 2017.
Tante le novità anche sotto il versante del reddito d’impresa: dalla proroga dei superammortamenti alla riapertura delle assegnazioni ai soci. E per le piccole imprese debuttano il regime di cassa per i soggetti in contabilità semplificata e l’Iri, la flat tax al 24% per chi è in contabilità ordinaria.
Attenzione anche ai nuovi adempimenti, come le comunicazioni Iva relative ai dati delle fatture ricevute ed emesse e delle liquidazioni d’imposta. Telefisco si riconferma così l’occasione per una serie di chiarimenti sulle modalità applicative delle nuove disposizioni che dovranno essere utilizzate da professionisti, imprese e contribuenti.

 

Il resto qui

http://www.ilsole24ore.com

 

Paul Walker vive ancora


Paul Walker è stato l’attore co-protagonista della serie Fast&Furious fino a quando non ha trovato la morte in un incidente automobilistico.

Paul Walker vive nella sua fondazione e https://www.roww.org

Walker viveva a Santa Barbara con i suoi cani. Aveva una figlia di nome Meadow (1998), avuta da una relazione con l’ex fidanzata Rebecca Soteros, che ha vissuto con la madre alle Hawaii per 13 anni e poi si trasferì in California per vivere con il padre nel 2011. Era cintura marrone di Jiu jitsu brasiliano ed un surfista. Dal 2005 fino alla morte aveva una relazione con Jasmine Gosnell (di 17 anni più giovane), era molto amico di Tyrese Gibson e Vin Diesel, considerato da quest’ultimo un fratello, sia dentro che fuori dallo schermo, e chiamato affettuosamente “Pablo”. Nel marzo 2010 si recò a Constitución, in Cile, per offrire il suo aiuto alle persone ferite nel terremoto di magnitudo 8,8 del 27 febbraio. Con la sua associazione benefica, la Reach Out Worldwide, volò ad Haiti per aiutare le vittime del terremoto di Haiti del 2010.

 

Attenti ai disinformatori di TV e giornali


Ci sono bravi giornalisti che fanno il loro dovere andando alla ricerca della verità e che mostrano di avere come unico padrone il lettore.

Ce ne sono molti altri che diffondono quelle che vengono definite “fake news” (notizie false) e di cui spesso viene colpevolizzato internet.

La qualità delle notizie è indipendente dal mezzo usato ma dai principi e dalle intenzioni degli uomini che le diffondono.

Guarda questo interessante video di Massimo Mazzucco (e puoi verificare con chi vuoi l’oggettività di tali dichiarazioni) e creati la tua opinione personale.

Impariamo a non fare riunioni inutili


In questo blog parliamo di produttività e spesso le riunioni si rivelano un disincentivo a questo aspetto della vita degli individui.

Sono stati scritti ottimi articoli su questo argomento. Se tutti coloro che indicono una riunione ne avessero letto almeno uno forse avrebbero maggior rispetto per se stessi e per gli altri soggetti coinvolti in queste noiose attività.

Questo il primo articolo

Che cosa rende inutile una riunione, e perché?

  1. manca un vero ordine del giorno
    (quindi si parla di quello che via via emerge)
  2. mancano obiettivi specifici (“parliamo di…” non è un obiettivo)
    (quindi se si raggiunge qualche obiettivo è per caso)
  3. orari e durata sono puramente indicativi
    (quindi ciascuno arriva quando può e la riunione si chiude quando si riesce)
  4. gli interventi non hanno limiti di tempo prefissati
    (quindi la durata degli interventi dipende dalla capacità oratoria, non dall’importanza del contributo; un caso classico: chi ha un problema, che magari la riunione potrebbe affrontare, tende a parlare pochissimo)
  5. non si esplicitano e concordano le azioni future da compiere
    (quindi, se qualcuno deve fare qualcosa, si dovrà ricordarglielo;
    quindi, ci si affida alla bontà degli appunti dei singoli interessati)
  6. durante la riunione, tutti fanno tutt’altro
    (chi parla legge le proprie slide o il proprio documento; chi ascolta controlla la posta, la scrive, spippola con lo smartphone, cazzeggia su Facebook, chiacchiera col vicino, fa la lista della spesa, si appisola, invecchia).

Leggi il resto qui

http://www.mind-spa.it/

E ancora

Tagliate corto.

Solo pochissime riunioni hanno bisogno di più di 25 minuti. Ne ho viste migliaia, e lo so per certo. Questioni molto importanti possono essere risolte efficientemente in molto meno tempo. Sheryl Sandberg, di Facebook, è nota per avere un quaderno contenente la lista dei punti che devono essere discussi ad ogni riunione. Ogni volta che un punto è stato discusso, pone fine alla riunione, anche se sono passati appena 10 minuti.

Ai miei dipendenti, a Hootsuite, ho sempre detto di sentirsi liberi di alzarsi e andarsene da ogni meeting, se si rendono conto che a loro non serve sentire altro (anche da parte mia). Preferirei mille volte vederli lavorare alla loro scrivania, piuttosto che averli lì, seduti educatamente ad ascoltare e recepire informazioni che comunque non possono utilizzare. Provateci. È incredibilmente liberatorio tagliarsi fuori da una riunione nella quale si sente di non essere più indispensabile.

E perché 25 minuti? Pianificare riunione leggermente più corte dà alle persone un piccolo spazio di tempo nel quale possono rispondere alle email più urgenti, o possono spostarsi da una location all’altra. Lo stesso vale per la regola delle “ore di 50 minuti”.

Il guru della gestione aziendale Peter Drucker una volta ha detto: “Una persona o fa una riunione o lavora. Non può fare entrambe le cose allo stesso tempo”. Ha ragione. Nel nostro panorama lavorativo moderno, sembra che abbiamo tutti dimenticato che le riunione non prendono il posto del lavoro effettivo. Ma con alcuni accorgimenti di buonsenso (e con la volontà di dire “no”) potrebbe diventare possibile evitare la trappola delle riunioni inutili per tornare, finalmente, a fare in modo che le cose vengano effettivamente fatte.

Il resto è qui

http://www.wired.it/economia/lavoro/2015/10/09/riunioni-inutili/

 

Le riunioni spesso rubano la nostra attenzione.

La prossima volta che siete chiamati a dimostrare di essere “focalizzati” ricordate la scena di questo film…

#nuoveapp “Contatti fidati”


Contatti fidati è un’app di sicurezza personale che apre una linea diretta di condivisione tra te e i tuoi cari.

• Aggiungi gli amici più stretti e i famigliari tra i contatti fidati
• Consenti ai contatti fidati di richiedere la tua posizione. Se non ci sono problemi, puoi rifiutare la richiesta. Se invece sei impossibilitato a rispondere, la tua posizione è condivisa automaticamente, anche se sei offline o il tuo telefono ha la batteria scarica
• Condividi la tua posizione se ti senti in pericolo o ti trovi in una situazione di emergenza
• I tuoi contatti fidati possono vedere lo stato di attività del tuo telefono e sapere subito che stai bene

Che tu sia online o offline, che affronti un’emergenza o abbia bisogno di rassicurazioni, Contatti fidati si collega alle persone a cui tieni di più nel momento del bisogno

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.apps.emergencyassist

#cultura Wikileaks: fatti una tua opinione


WikiLeaks (dall’inglese leak «perdita», «fuga [di notizie]») è un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo, grazie a un contenitore (drop box) protetto da un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto (di Stato, militare, industriale, bancario) e poi li carica sul proprio sito web. WikiLeaks riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall’anonimato e da whistleblower.[2]

Il sito è curato da giornalisti, attivisti, scienziati. Comunque i cittadini di ogni parte del mondo possono inviare (sono anzi invitati a farlo) materiale «che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende» tenuti nascosti. Gran parte dello staff del sito, come gli stessi fondatori del progetto, rimane anonima.

L’obiettivo dell’organizzazione è di assicurare che gli informatori non vengano perseguiti per la diffusione di documenti sensibili.[3]

L’organizzazione dichiara di verificare l’autenticità del materiale prima di pubblicarlo e di preservare l’anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nellafuga di notizie.

Nonostante il prefisso, il progetto non è un wiki e non ha alcun legame con Wikimedia Foundation, l’organizzazione senza fini di lucro che possiede i server diWikipedia. WikiLeaks, per scelta, non ha alcuna sede ufficiale. Infatti vuole essere «una versione irrintracciabile di Wikipedia che consenta la pubblicazione e l’analisi di massa di documentazione riservata». Lo scopo ultimo è quello della trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica e di una più forte democrazia.

Il sito è stato fondato, tra gli altri, dall’attivista informatico Julian Assange, che ne è il caporedattore.

Chris Anderson: Benvenuto Julian. Si dice che Wikileaks, la tua creatura, abbia… negli ultimi anni reso pubblici più documenti classificati dei media di tutto il mondo messi insieme. E’ possibile che questo corrisponda al vero?

0:24
Julian Assange: Si, come fa ad essere vero? E’ preoccupante – vero? – che il resto dei media di tutto il mondo stia lavorando così male che un piccolo gruppo di attivisti riesce a pubblicare un maggior numero di informazioni di questo tipo del resto della stampa mondiale messa insieme.

 

0:39
CA: Come funziona? Come fa la gente a distribuire i documenti? E come riuscite a garantirne la privacy?

0:47
JA: Questi sono – per quel che capiamo – classiche “soffiate”. E abbiamo vari modi perché le informazioni possano arrivarci. Utilizziamo crittografie all’avanguardia per far rimbalzare il materiale su Internet, coprire le tracce, passare attraverso giurisdizioni legali come la Svezia e il Belgio per attuare queste protezioni legali. Otteniamo le informazioni tramite posta la posta ordinaria, crittografata o meno, le verifichiamo come fanno le agenzie informative regolari, le formattiamo cosa che a volte è molto difficile da fare, quando si tratta di database gigantesche di informazioni – le distribuiamo al pubblico e poi ci difendiamo contro gli inevitabili attacchi legali e politici.

1:32
CA: Quindi vi sforzate di garantire che i documenti siano legittimi. Ma in effetti non sapete quasi mai l’identità della fonte.

1:41
JA: Esatto, si. Molto raramente lo sappiamo. E se veniamo a saperlo distruggiamo quell’informazione non appena possibile. (Squilla il telefono). Maledizione.

1:53
(Risate)

1:57
CA: Penso che sia la CIA che chiede quale sia il codice per associarsi al TED.

2:01
(Risate)

2:04
Prendiamo un esempio reale. Questo è qualcosa che avete fatto trapelare qualche anno fa. Se possiamo avere il documento sullo schermo… Questa era una storia di qualche anno fa in Kenia. Puoi dirci cosa avete rivelato e quel che è successo?

2:17
JA: E’ il rapporto Kroll. Un rapporto dei servizi segreti su richiesta del governo Keniota dopo le elezioni del 2004. Prima del 2004 il Kenia era governato da Daniel arap Moi per 18 anni. Era un dittatore “blando” in Kenia. E quando Kibaki andò al potere – mediante una coalizione di forze che cercavano di ripulire il Kenya dalla corruzione – ordinarono questa inchiesta, speseroo due milioni di sterline su questa e su altre inchieste correlate. E poi il governo l’ha messo da parte e l’ha utilizzato per influenzare politicamente Moi, che era l’uomo più ricco – e lo è tuttora – in Kenia. E’ il Sacro Graal del giornalismo keniota. Così andai in Kenia nel 2007, e riuscii ad ottenere i documenti proprio prima delle elezioni – le elezioni nazionali del 28 dicembre. Quando pubblicammo l’inchiesta, lo facemmo tre giorni dopo che il nuovo presidente Kibaki aveva deciso di diventare amico dell’uomo che stava per epurare, Daniel arap Moi. Così questa inchiesta diventò un fardello mortale per il presidente Kibaki.

3:34
CA: E – per farla breve – la notizia dell’inchiesta trapelò in Kenia, non dai media ufficiali, ma indirettamente. E, secondo te, smosse effettivamente l’elettorato. JA: Si, fu la prima pagina del Guardian e poi fu pubblicata nei paesi circostanti il Kenia, dalla stampa in Tanzania e in Sud Africa. E così arrivò dall’esterno. E questo, dopo alcuni giorni, fece sentire la stampa keniota al sicuro per poterne parlare. E ne parlò la TV keniota per 20 sere di fila, e ha spostò il voto del 10%, a detta di un rapporto dei servizi kenioti, cosa che modificò il risultato elettorale.

4:11
CA: Caspita, quindi la vostra soffiata ha per davvero cambiato il mondo?

4:15
Ja: Certo.

4:17
(Applausi)

4:21
CA: Ecco qui… Vi facciamo vedere un breve estratto da questo video di un’incursione aerea su Baghdad. Il video è più lungo. Ma eccovi un breve estratto. Si tratta – vi avverto – di materiale molto forte.

4:35
Radio: ….fottutissimi, quando ci sei sopra, falli fuori. Vedo il tuo elemento, ah, ho quattro Humvee, ah, lungo la.. Vai. Bene. Fuoco. Fammi sapere quando li hai presi. Fuoco. Falli fuori tutti. Forza, fuoco! (raffiche di mitraglia) Continua a sparare. Continua a sparare. (raffiche di mitraglia) Continua a sparare. Hotel… Bushmaster Two-Six, Bushmaster Two-Six, dobbiamo spostarci, ora! Bene, abbiamo appena ingaggiato tutti gli 8 individui. Si, se ne vedono due, e stiamo ancora sparando. Ricevuto. Presi. Two-Six, qui Two- Six, siamo in movimento. Ops, scusa. Che è successo? Maledizione, Kyle. Bene, hahaha. Li ho colpiti.

5:25
CA: Che impatto ha avuto tutto questo?

5:28
JA: L’impatto sulla gente che ci ha lavorato è stato pesante. Abbiamo finito col mandare due persone a Baghdad per fare ulteriori ricerche su questa storia. Questo è solo il primo di tre attacchi che sono avvenuti su questa scena.

5:42
CA: Quindi, voglio dire, 11 persone sono morte in quell’attacco, vero? compresi due dipendenti della Reuters?

5:46
JA: Si. Due dipendenti della Reuters, due bambini piccoli sono stati feriti. Ci sono stati tra le 18 e le 26 persone uccise in totale.

5:54
CA: E la pubblicazione di questo filmato ha provocato grande indignazione. Qual è stato l’elemento chiave che ha effettivamente provocato l’oltraggio, secondo te?

6:03
JA: Non lo so, immagino che la gente sia in grado di vedere l’enorme disuguaglianza di forze. Ci sono persone che camminano tranquille per strada, e poi un elicottero Apache nascosto in un angolo che spara proiettili da 30 millimetri su tutti – cercando una scusa qualsiasi per farlo – e uccidendo la gente che assiste i feriti. E sono stati coinvolti due giornalisti che chiaramente non erano degli insorti, perché quello è un lavoro a tempo pieno.

6:29
CA: Cioè, c’è stato questo analista dei servizi statunitensi, Bradley Manning, che è stato arrestato. E si dice che abbia confessato in una “chat” in rete di aver fatto trapelare questo video a Wikileaks assieme a 280.000 comunicazioni riservate di ambasciate USA. Voglio dire, l’ha fatto?

6:47
JA: Dunque, abbiamo negato di aver ricevuto quei messaggi. E’ stato accusato, circa cinque giorni fa, di aver ottenuto 150.000 comunicazioni e di averne pubblicato 50. Ora, avevamo pubblicato all’inizio dell’anno una comunicazione dall’ambasciata USA a Reykjavik. Ma non c’è necessariamente un collegamento. Voglio dire, ero un visitatore conosciuto di quell’ambasciata.

7:11
CA: Cioè, se hai ricevuto migliaia di comunicazioni diplomatiche dell’ambasciata USA…

7:16
JA: Le avremmo rese pubbliche. (CA: Davvero?)

7:18
JA: Si. (CA: Perché?)

7:21
JA: Beh, perché queste cose rivelano la realtà di, diciamo, di come sono i governi arabi, e gli abusi reali dei diritti umani in questo governi. Se si guarda alle comunicazioni declassificate questo è il tipo di materiale che contengono.

7:37
CA: Parliamo più in generale di tutto ciò. Cioè, in generale, qual è la tua filosofia? Perché è giusto incoraggiare le “soffiate” su informazioni segrete?

7:47
JA: Bene, la questione è quale tipo di informazione è importante per il mondo quale tipo di informazione sia in grado di conseguire riforme. E c’è molta informazione. Quindi le informazioni per le quali le organizzazioni fanno sforzi finanziari per tenerle nascoste indicano molto chiaramente che quando quell’informazione esce c’è speranza che faccia del bene. Poiché le organizzazioni che ne sono a conoscenza, che la sanno tutta stanno spendendosi per mantenerle segrete. E questo è quanto abbiamo riscontrato nella pratica. E questo costituisce la storia del giornalismo.

8:19
CA: Ma non c’è il rischio che, per i diretti interessati o anche per la società nel suo insieme, le soffiate possano davvero avere conseguenze indesiderate?

8:31
JA: Mai visto niente di simile con il materiale che abbiamo pubblicato. Cioè, abbiamo un politica di immunizzazione dal male. Abbiamo un modo di trattare le informazioni che hanno qualcosa di personale – informazioni in grado di identificare una persona. Ma ci sono segreti legittimi – diciamo, i dati personali medici, questo è un segreto legittimo. Ma trattiamo con coloro che ci passano le soffiate che sono davvero molto motivati.

8:55
CA: Quindi sono molto motivati. E cosa diresti, ad esempio, a sai, ad un genitore – il cui figlio è in servizio nell’esercito degli USA, e che dice “Lo sai, hai pubblicato qualcosa che ha un secondo fine. Mostra un soldato USA che ride davanti a gente che muore. Questo da l’impressione che – ha dato l’impressione a milioni di persone nel mondo che i soldati USA sono persone disumane. Ma non è così. Mio figlio non è così. Come osi?” Cosa risponderesti?

9:23
JA: Si, abbiamo tanti di questi esempi. Ma ricordatevi, la gente di Baghdad, la gente in Iraq, la gente in Afghanistan – non ha bisogno di vedere il video; lo vedono ogni giorno. Quindi il video non cambierà la loro opinione, non cambierà la loro percezione. Questo è quanto vedono ogni giorno. Cambierà la percezione e l’opinione della gente che sta pagando per tutto questo. E questa è la nostra speranza.

9:47
CA: Quindi hai trovato un modo per gettare luce in ciò che vedi come tutti questi segreti inconfessabili nelle aziende e nei governi. La luce è buona. Ma non vedi l’ironia nel fatto che, per arrivare a far brillare quella luce, debba tu stesso creare segretezza sulle tue fonti?

10:08
JA: Non proprio. Cioè, non abbiamo ancora avuto dissidenti in Wikileaks. Non abbiamo fonti che sono dissidenti su altre fonti. Se questo accadesse, sarebbe una situazione molto complicata per noi. Ma, presumibilmente, agiamo in modo tale che la gente si sente moralmente obbligata a continuare la missione, a non comprometterla.

10:33
CA: Sarei effettivamente interessato, basandomi solo su quel che ho sentito fino ad ora – Sono curioso di avere l’opinione del pubblico del TED. Sai, ci possono essere un paio di punti di vista su Wikileaks e su Julian. Sai, eroe – eroe del popolo – che porta questa luce importante. Pericoloso fomentatore, agitatore. Chi lo vede come un eroe? Chi come un pericoloso agitatore?

11:02
JA: Forza. Ce ne deve essere qualcuno.

11:05
CA: E’ un pubblico mite, Julian, un pubblico mite. Dobbiamo provarci meglio. Mettiamoli di fronte ad un altro esempio. Ecco qualcosa che non avete ancora pubblicato, ma che state per pubblicare per il TED. Cioè, è una storia intrigante che è appena successa, vero? Di che si tratta?

11:19
JA: Questo è un esempio di ciò che facciamo, praticamente ogni giorno. Alla fine dell’anno scorso – lo scorso novembre – ci sono state una serie di esplosioni di pozzi in Albania come l’esplosione nel Golfo del Messico, ma non così grosse. E abbiamo ricevuto un’inchiesta – una specie di analisi tecnica di quanto accaduto – che diceva che le guardie giurate di compagnie petrolifere rivali e concorrenti avevano in realtà parcheggiato dei camion e li avevano fatti saltare. E che una parte del governo albanese era implicato ecc.ecc. E la relazione tecnica non aveva un titolo o un’intestazione. Era un documento estremamente difficile per noi. Non potevamo verificarlo poiché non sapevamo chi l’avesse redatto e di cosa si trattasse. Quindi eravamo scettici, pensavamo che magari una compagnia petrolifera rivale stesse facendo i suoi giochi. Con questo presupposto l’abbiamo reso pubblico e abbiamo detto “Guardate, siamo scettici rispetto a questa cosa. Non sappiamo, ma che possiamo fare? Il materiale sembra buono, la sensazione è che sia buono ma non siamo in grado di verificarlo.” E così poi abbiamo ricevuto una lettera proprio questa settimana dall’azienda che l’ha redatto, che vuole risalire alla fonte della soffiata – (Risate) che dice “Hei, vogliamo rintracciare la fonte.” E così noi abbiamo risposto “Oh, diteci di più. Di quale documento si tratta? Potete dimostrare di avere autorità legale su quel documento? E’ davvero vostro?” Così ci hanno spedito questo “screenshot” con l’autore e la sua identità in Microsoft Word. Si. (Applausi) Ne succedono tante di cose così. Questo è uno dei nostri metodi per identificare – per verificare di che materiale si tratta, proviamo a fare in modo che ci scrivano una lettera.

13:13
CA: Certo. Avete avuto informazioni dall’interno della BP?

13:18
JA: Si, parecchie, ma, diciamo, al momento, stiamo facendo un certo sforzo di raccolta fondi e per la tecnologia. Quindi il tasso di pubblicazione negli ultimi mesi è stato diciamo ridotto al minimo mentre ristrutturiamo i nostri sistemi informatici di appoggio a causa dell’interessamento fenomenale da parte del pubblico. E’ un problema. Cioè, come ogni organizzazione agli esordi che sta crescendo, siamo come travolti dalla nostra stessa crescita. E questo vuol dire che ci arrivano enormi quantità di soffiate e rivelazioni di altissimo calibro, ma non disponiamo di sufficiente personale per esaminare e vagliare queste informazioni.

13:55
CA: Quindi ecco il collo di bottiglia principale in parole povere: giornalisti volontari e/o il finanziamento di stipendi per i giornalisti?

14:02
JA: Si. Certo, e persone di fiducia. Cioè, siamo un’organizzazione che non è facile far crescere in fretta per il tipo di materiale che trattiamo. Quindi dobbiamo ristrutturarci per poter avere gente che gestisce la roba relativa alla sicurezza nazionale di massimo livello, e poi i casi di livello di sicurezza più basso.

14:20
CA: Aiutaci a capire qualcosa di te, della tua persona e di come sei arrivato a questo. E credo di aver letto che tu da bambino sia stato in 37 scuole diverse. E’ possibile?

14:32
JA: Dunque, i miei genitori lavoravano nel cinema e poi erano in fuga da una setta, e quindi l’insieme delle due cose…

14:39
(Risate)

14:43
CA: Uno psicologo potrebbe dire che è una formula per la paranoia.

14:48
JA: Cosa, l’industria cinematografica?

14:50
(Risate)

14:53
(Applausi)

14:56
CA: E sei anche stato – cioè sei anche stato un hacker da giovanissimo e hai avuto a che fare con le autorità da giovane. JA: Ero giornalista. Sai, ero un giovanissimo giornalista attivista ad un’età molto precoce. Scrivevo una rivista, sono stato processato per quella rivista quando ero adolescente. Quindi devi stare attento con l’espressione “hacker”. Cioè, è un metodo – c’è un metodo che può essere impiegato per cose diverse. Sfortunatamente al momento, è principalmente utilizzato dalla mafia russa per rubare il conto in banca delle nonnette. Quindi l’espressione non è – non è così piacevole come era un tempo.

15:30
CA: Si, beh, certo non credo che tu stia rubando dal conto in banca di nessuna nonnetta. Ma che mi dici a proposito dei tuo valori fondamentali? Puoi darci un senso di quali sono e magari anche un episodio della tua vita che ha contribuito a determinarli?

15:49
JA: Non saprei indicare un evento preciso. Ma i valori fondamentali bene, gli uomini capaci, generosi non creano vittime; si occupano delle vittime. E questo è qualcosa che mi viene da mio padre e da altri uomini capaci e generosi che hanno fatto parte della mia vita.

16:09
CA: Gli uomini capaci e generosi non creano vittime; accudiscono le vittime?

16:13
JA: Si. E, sai, Sono una persona combattiva, quindi non sono molto bravo quando si tratta di accudire. Ma in qualche modo – C’è un altro modo di accudire le vittime, che è vigilare sui responsabili del crimine. E quindi questo è qualcosa che fa parte della mia personalità da molto tempo.

16:38
CA: Dicci ora, molto velocemente nell’ultimo minuto, la storia di cosa è successo in Islanda? Praticamente hai pubblicato qualcosa lì, ci sono stati problemi con una banca, e poi i servizi di informazione lì hanno avuto l’ingiunzione di non pubblicare. Al contrario, hanno dato visibilità alla tua parte. La cosa ti ha reso un personaggio di spicco in Islanda. E poi?

17:00
JA: Si, è un grande caso, sai. L’Islanda ha attraversato questa crisi finanziaria. E’ stata colpita più duramente di qualsiasi altro paese al mondo. Il settore bancario era 10 volte il PIL del resto dell’economia. Allora, noi pubblichiamo questa inchiesta nel luglio dello scorso anno. E alla televisione nazionale arriva l’ingiunzione cinque minuti prima della trasmissione. Come in un film, l’ingiunzione è arrivata sulla scrivania della redazione e il giornalista si dice qualcosa come, “Non è mai successo niente di simile. Che fare?” Bene, mostriamo l’immagine del sito web, al posto della notizia per tutto il tempo, come riempitivo. E così siamo diventati molto famosi in Islanda, siamo andati in Islanda e abbiamo parlato della questione. E c’era una sensazione nella comunità che queste cose non dovessero accadere mai più. E come risultato, lavorando con politici islandesi e altri esperti legali internazionali, abbiamo messo insieme una specie di pacchetto legislativo per l’Islanda che è diventato una specie di porto franco per la stampa libera con le protezioni per i giornalisti più forti del mondo, con un Premio Nobel per la libertà di stampa. L’Islanda è un paese nordico e così, come la Norvegia, è in grado di accedere al sistema. E solo un mese fa, la cosa è stata approvata dal parlamento islandese all’unanimità.

18:14
CA: Caspita.

18:16
(Applausi)

18:22
Un’ultima domanda, Julian. Quando pensi al futuro, allora, pensi che sia più probabile l’avvento di un Grande Fratello che esercita più controllo, più segretezza, o noi che vigiliamo sul Grande Fratello, o è ancora tutta da giocare?

18:39
JA: Non sono sicuro di come andrà. Voglio dire, ci sono enormi pressioni per armonizzare la legislazione in fatto di libertà di espressione e legislazione sulla trasparenza nel mondo – all’interno dell’Unione Europea, tra la Cina e gli Stati Uniti. In che direzione si andrà? E’ difficile capirlo. Ecco perché è molto interessante vivere in questo momento. Perché sforzandoci un pochino possiamo spostare le cose da una parte o dall’altra.

19:03
CA: Bene, credo di interpretare l’opinione del pubblico dicendo, Julian, stai attento e che tu possa farcela.

19:10
JA: Grazie Chris. (CA: Grazie.)

19:12
(Applausi)