Perchè da oggi non commenterò più i post incivili su Facebook

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incivile agg. [dal lat. tardo incivilis, comp. di in2 e civilis «civile»]. – 1. Che possiede un grado di civiltà, materiale e spirituale, molto basso: …  comportamento, che offende le norme della buona educazione, le consuetudini di reciproco rispetto, di cortesia e di urbanità nei rapporti sociali; quindi grossolano, screanzato, villano e sim.: un individuo i.; avere modi i.; gesto, azione i.; anche come sost.: sei un i., una i.; si sono comportati da incivili. (Treccani)

Non esistono grandi scoperte nè reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice.

Dialettica
In filosofia, metodo di indagine razionale che, attraverso il dialogo e la discussione degli argomenti dell’avversario, si propone di determinare il contenuto concettuale della verità; per Platone coincide con la stessa filosofia, mentre per Aristotele essa è ridotta a scienza dell’argomentazione probabile.

 

Facebook è un luogo meraviglioso. Le possibilità offerte da questo strumento sono entusiasmanti. In un unico luogo puoi incontrare i tuoi amici più cari, dei conoscenti (che facebook chiama comunque amici) e gli amici degli amici che non sono nemmeno conoscenti.

Facebook è la piazza o il bar dove ognuno può comunicare il proprio punto di vista o “amplificare” un punto di vista che condivide. Differentemente dalla piazza o dal bar su Facebook si possono più o meno impunemente offendere le persone o utilizzare quella violenza verbale che non ci sarebbe permessa in un incontro faccia a faccia.

Soprattutto riguardo a temi caldi di politica o religione ho assistito a persone civili trasformarsi in ultras da stadio e mi sono reso conto che:

  1. molte persone non sono abituate al dibattito ma ragionano solamente partendo da specifiche posizioni che non cambiano nemmeno di fronte alla palese evidenza dell’erroneità del loro ragionamento.
  2. posso impiegare il mio tempo in maniera migliore che tentare di convincere persone intelligenti di aver avuto un comportamento stupido.
  3. la vita è troppo bella per lasciarsi condizionare da haters professionisti.

Se sei arrivato su questa pagina perchè ho messo un link ad un tuo commento, non ti arrabbiare.

Considera la possibilità di guardare il video qui sotto, solo se vuoi, e vivi la tua vita come meglio credi. Io ho già deciso come vivere la mia: evito l’inciviltà che deriva dall’odiare gli altri.

Cento volte al giorno ricordo a me stesso che la mia vita interiore e esteriore sono basate sulle fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che io devo sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto. (Albert Einstein)

 

Se il video non parte… https://www.youtube.com/watch?v=EXe2a48emAA

 

David Meerman Scott: chi è l’esperto di digital marketing più famoso al mondo?

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E’ uscita ad Aprile di quest’anno la seconda edizione del libro

“LE NUOVE REGOLE DEL MARKETING E DELLE PR”

libri

COME USARE NEWS, BLOG, PODCASTING, MARKETING VIRALE E MEDIA ONLINE PER RAGGIUNGERE I CLIENTI… ed il suo autore si chiama David Meerman Scott.

Questo libro ha venduto fino ad ora 350.000 copie ed è stato tradotto in 25 lingue. Spiega essenzialmente il pensiero di questo stratega digitale che ha elaborato un suo metodo di marketing per la comunicazione in “tempo reale”.

Per Meerman Scott i clienti che hanno accesso al web cercano da soli le informazioni che servono alla loro vita. Le aziende e i professionisti devono quindi riconsiderare radicalmente il loro modo di pensare al marketing e alla vendita, e devono imparare a trasmettere – nel modo e nel momento giusto – le informazioni di cui il proprio target ha bisogno. Per conquistare ogni singolo potenziale cliente servono contenuti on-line appositamente studiati e un approccio non più legato alla singola vendita, ma alla comunicazione in ‘real-time’, intesa come dialogo continuo con il proprio pubblico di riferimento.

Scrivo questo articolo perchè il 28 Ottobre, grazie ad Hi Performance, sarò il social media director dell’evento che lo vede impegnato  a Vicenza con il Club mondiale della formazione.

Per avere una piccola anticipazione dell’evento guarda questo video

se non vedi il video segui questo link https://www.youtube.com/watch?v=h_RI6h_OPCA

 

Cosa faremo il 28 Ottobre 2016 a Vicenza:

Il marketing e la vendita stanno subendo una vera e propria rivoluzione oggi grazie all’era di Internet: il mondo del commercio non è più in mano ai venditori, ma ai clienti. I compratori non seguono più il modello d’acquisto tradizionale, e trovano da soli le informazioni utili per capire se ciò che vendi va bene per loro oppure no, e se ciò che comunichi loro è vero o falso!

Le aziende e i professionisti devono quindi riconsiderare radicalmente il loro modo di pensare al marketing e alla vendita, e devono imparare a trasmettere – nel modo e nel momento giusto – le informazioni di cui il proprio target ha bisogno. Per conquistare ogni singolo potenziale cliente servono contenuti on-line appositamente studiati e un approccio non più legato alla singola vendita, ma alla comunicazione in ‘real-time’, intesa come dialogo continuo con il proprio pubblico di riferimento.

Insieme a David Meerman Scott – a Vicenza il prossimo 28 Ottobre per il 9° esclusivo appuntamento del Club Mondiale della Formazione – scoprirai le nuove regole della Vendita e del Marketing e le più potenti strategie di business in tempo reale per coinvolgere i cuori e le menti dei tuoi clienti in modo immediato, misurabile e investendo meno tempo e denaro. 

Scoprirai come rendere la tua azienda più reattiva, ossia capace di adattarsi alla nuova velocità di Internet, di ascoltare le opinioni del pubblico attivo in Rete e di sviluppare una conversazione continua con i clienti per vendere in modo più facile e mantenerti sempre in linea con le esigenze del mercato.

Se hai una tua azienda o gestisci un team di venditori non perdere l’occasione per conoscere dal vivo e sentire direttamente in italiano i migliori contenuti in tema di utilizzo degli strumenti digitali per rispondere al cambiamento dei mercati.

Se utilizzerai il codice PADIG2016 potrai accedere ad agevolazioni esclusive.

Contatta subito Hi Performance

HI-PERFORMANCE srl
 INFOLINE +39 06 36005152 info@hiperformance.itwww.hiperformance.it

 

Cambiare lavoro

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Questo il link per partecipare all’evento

https://www.facebook.com/events/1613204628992276/

Trovare o cambiare lavoro al giorno d’oggi non è per niente semplice.
Non lo è perché le condizioni esterne non permettono spesso di trasferire agli altri le nostre competenze e la nostra integrità morale.
Non lo è perché spesso non sappiamo cosa si aspetta l’imprenditore o il manager che cerca un dipendente.
Non lo è perché non abbiamo aggiornato le nostre abilità nello svolgere i ruoli che sono richiesti dal mercato e non abbiamo un metodo per far conoscere il nostro “saper fare”.
Partecipa al workshop gratuito che si terrà con imprenditori e coach che ti spiegheranno come si può aumentare la propria possibilità di arrivare a svolgere il lavoro dei propri sogni con gli esempi del libro “Il volo del colibrì” ed il metodo zdc. Condurranno il workshop Paulina Alexandra Obando Acosta (ilvolodelcolibri.com) e Marco Costanzo (partnerdigitale.com)

Lavoro Colibri (1)

Per maggiori informazioni

 

http://facebook.com/cambiarelavoro

INFO LINE 06-64731617 – 392 042 03 14
DOVE: PRESSO “LIVING HOME” VIA VILLAPIANA, 20 – ROMA
(A POCHI PASSI DALLA STAZIONE METRO “ANAGNINA”)

e-privacy 2016: convegno su SPID e identità digitale

windows 10: aggiornamento facile partnerdigitale.com
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Il 24 e 25 giugno 2016 (venerdì e sabato) a Pisa si svolgerà e-privacy 2016 spring edition.

Il tema dell‘edizione 2016 è:

SPID ed Identità Digitale: Mercificazione, risorsa, opportunità o pericolo?

Un confronto tra l’identità digitale realizzata dallo Stato Italiano rispetto alle idee ed alle realizzazioni precedenti di tecnologi, legislatori e filosofi

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è il tema guida di “e-privacy 2016”, l’evento che da sempre anticipa i nuovi temi sulla tutela della privacy e dei diritti civili digitali.

Il problema dell’identità digitale, che ha permeato il Convegno fin dalle sue prime edizioni, sale, non in maniera imprevedibile, alla ribalta con l’avvio dello SPID.

La creazione di una identità “Statale”, di una identità “a pagamento”, una nuova iniziativa digitale italiana parte di una “Agenda Digitale” con un passato pieno di ostacoli, rallentamenti e problemi tecnici, rendono il tema fecondo come pochi altri.

L’ingresso al convegno e -privacy è libero e gratuito, ma i posti sono limitati; si suggerisce percio’ di registrarsi con il form riportato in alto o sull’apposita pagina di eventbrite:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-e-privacy-2016-summer-edition-spid-ed-identita-digitale-mercificazione-risorsa-opportunita-o-25913807897

Sin dal 2002 ad e-privacy si sono confrontate le tematiche di un mondo sempre più digitale ed interconnesso, nel quale le possibilità di comunicazione ed accesso alla conoscenza crescono continuamente, come pure crescono le possibilità di tecnocontrollo degli individui sin nei più intimi dettagli. L’approccio è interdisciplinare; dagli specialisti in informatica ai legali che si occupano di nuove tecnologie, dagli psicologi agli educatori, dagli operatori privati a quanti operano nel settore pubblico ed istituzionale.

Continua a leggere e prenota seguendo il link

http://e-privacy.winstonsmith.org/e-privacy-XIX-programma.html

 

Scarabocchiare per risolvere i problemi

Mobilegeddon: tutto il valore del mobile - #HOA co... - Community di AdWords
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Anche se a prima vista questa affermazione sembra assolutamente controintuitiva, seguiamo questa lezione di Sunni Brown per capire quanto può esserci d’aiuto tracciare segni spontanei per accedere alle parti creative della nostra mente che possono aiutarci a trovare nuovi percorsi per superare gli ostacoli quotidiani.

 

 

 

Qui la trascrizione

 

0:11Voglio raccontarvi la mia storia. Trascorro molto tempo a insegnare agli adulti come usare il linguaggio visuale e scarabocchiare sul posto di lavoro. E naturalmente, incontro molta resistenza, perché è considerato anti-intellettuale e contrario ad un apprendimento serio. Ma ho un problema con questa convinzione, perché so che scarabocchiare ha un impatto profondo sul modo in cui elaboriamo le informazioni e sul modo in cui risolviamo i problemi.

0:37Quindi ero curiosa del perché ci fosse una sconnessione tra il modo in cui la nostra società percepisce lo scarabocchiare e com’è invece la realtà. Ho scoperto alcune cose interessanti. Per esempio, non esisteuna definizione lusinghiera dello scarabocchiare. Nel 17° secolo, uno scarabocchio era un sempliciotto o uno stupido — come in Yankee Doodle [titolo di una canzone]. Nel 18° secolo, è diventato un verbo, e voleva dire truffare o ridicolizzare o prendersi gioco di qualcuno. Nel 19° secolo, era un politico corrotto.E oggi, abbiamo quella che è forse la definizione più offensiva, almeno secondo me, che è la seguente:scarabocchiare significa ufficialmente perdere tempo, tergiversare, giocherellare, fare segni privi di significato, fare qualcosa privo di valore, di sostanza o di importanza, e — la mia definizione preferita —non fare niente. Non mi stupisce che la gente sia ostile allo scarabocchiare al lavoro. Non fare niente al lavoro è come masturbarsi al lavoro; è assolutamente fuori luogo.

1:32(Risate)

1:34Per di più, ho sentito storie di gente rimproverata dai professori, ovviamente, per aver scarabocchiato in classe. E hanno capi che li rimproverano perché scarabocchiano in sala riunioni. C’è una potente regola culturale contro lo scarabocchiare in situazioni in cui si suppone si debba imparare qualcosa. E sfortunatamente, la stampa tende a rinforzare questa regola quando riporta gli scarabocchi — di una persona importante in un’udienza o in situazioni simili — di solito si usano parole tipo “scoperto” “colto” o “trovato”, come se fosse stato commesso un qualche atto criminale.

2:04E per di più, c’è un’avversione psicologica allo scarabocchio — grazie, Freud. Negli anni ’30, Freud ci ha detto che si poteva analizzare la psiche basandosi sugli scarabocchi. Non è esatto, ma è successo a Tony Blair al Forum di Davos nel 2005, quando i suoi scarabocchi sono stati, ovviamente, “scoperti” ed è stato etichettato in questo modo. [aggressivo, instabile, irritabile, sotto pressione, megalomane] Poi si è scoperto che erano gli scarabocchi di Bill Gates. (Risate) E Bill, se sei qui, nessuno pensa che tu sia megalomane. Ma questo contribuisce a non voler condividere i propri scarabocchi.

2:39E questo è il vero problema. Ecco cosa ne penso. Credo che la nostra cultura sia talmente focalizzata sull’informazione verbale da renderci quasi ciechi di fronte al valore dello scarabocchio. E la cosa non mi piace. Per questo motivo credo che abbiamo bisogno di una rottura, e sono qui per rimettervi rapidamente di fronte alla realtà. Ecco la verità: scarabocchiare è uno strumento incredibilmente potente,ed è uno strumento che dobbiamo ricordare e reimparare.

3:03Ecco allora una nuova definizione dello scarabocchiare. E spero che ci sia qui qualcuno dell’Oxford English Dictionary, perché più tardi gli devo parlare. Ecco la vera definizione: Scarabocchiare è tracciare segni spontanei che aiutano a pensare. Questo è il motivo per cui milioni di persone scarabocchiano.Ecco un’altra interessante verità sullo scarabocchiare: la gente che scarabocchia quando riceve informazioni verbali ricorda più informazioni rispetto a coloro che non lo fanno. Si pensa che scarabocchiare sia ciò che si fa quando si perde la concentrazione, ma in realtà è una misura preventivaper impedire di perdere la concentrazione. Inoltre, ha un effetto profondo sulla soluzione creativa dei problemi e sull’elaborazione di informazioni complesse.

3:40Ci sono quattro modi con cui chi apprende acquisisce informazioni per poter prendere decisioni. Sono modalità visive, uditive, di lettura e di scrittura e cinestetiche. Quindi per poter realmente fare tesoro delle informazioni e trarne vantaggio, dobbiamo coinvolgere almeno due di queste modalità, oppure dobbiamo coinvolgerne una e abbinarla a un’esperienza emotiva. L’incredibile contributo dello scarabocchioconsiste nel coinvolgere contemporaneamente tutte e quattro le modalità con la possibilità di un’esperienza emotiva. E’ un contributo non indifferente per un comportamento a cui non si dà valore.

4:15E’ talmente elementare, ma mi ha fatto piangere quando l’ho scoperto. Hanno fatto delle ricerche antropologiche sullo sviluppo delle attività artistiche nei bambini, e hanno scoperto che, nello spazio e nel tempo, tutti i bambini mostrano la stessa evoluzione nella logica visiva in fase di crescita. In altre parole, hanno una complessità condivisa e crescente nel linguaggio visivo che ha luogo in una sequenza prevedibile. Credo sia un fatto incredibile. Credo che significhi che scarabocchiare è innato e che noi stiamo semplicemente rinnegando quell’istinto. E infine, molti non ne sono al corrente, ma lo scarabocchio è il precursore di alcuni dei nostri più grandi patrimoni culturali. Eccone uno dei molti:questo è Frank Gehry, il precursore dell’architetto del Guggenheim di Abu Dhabi.

4:56Il punto è: In nessun caso lo scarabocchio deve essere estirpato da una classe, da una sala riunioni e nemmeno da una stanza della guerra. Al contrario, scarabocchiare dovrebbe essere sfruttato precisamente in quelle situazioni dove la densità di informazioni è molto alta ed è molto forte il bisogno di elaborare quelle informazioni. Vi dirò ancora una cosa. Poiché scarabocchiare è universalmente accessibile e non è una forma d’arte intimidatoria può essere sfruttata come un portale attraverso il quale eleviamo le persone verso livelli più alti di alfabetizzazione. Amici miei, scarabocchiare non è mai stata la nemesi del pensiero intellettuale. In realtà, è uno dei suoi più grandi alleati.

5:35Grazie. (Applausi)

Il potere della negoziazione

Marco Costanzo ZDC
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Tra qualche giorno terrò un seminario ad un gruppo di giovani manager sulla negoziazione.

Nel preparare il materiale ho trovato questa perla che condividerò con loro quella sera e che sono sicuro potrà piacere ad ogni lettore di questo sito.

La saggezza, a volte, risiede nelle cose semplici.

Buona visione e buona lettura

 

Bene, l’oggetto di un negoziato difficile mi ricorda una delle mie storie preferite del Medio Oriente quella dell’uomo che lasciò ai suoi 3 figli 17 cammelli. Al primo figlio lasciò la metà dei suoi cammelli; al secondo figlio, lasciò un terzo dei cammelli; e al figlio più giovane, lasciò un nono dei cammelli. Bene ci sono tre figli e una negoziazione. ma 17 non si divide per due. Non si divide per tre E nemmeno per nove. L’animo di fratelli cominciò a scaldarsi. Alla fine, disperati, andarono a consulto da una vecchia saggia. La vecchia saggia pensò a lungo al problema, alla fine tornò e disse loro: “Bene non so come aiutarvi, ma se non altro se volete, potete tenere il mio cammello.” Così ebbero 18 cammelli. Il primo figlio se ne prese la metà – metà di 18 è nove Il secondo prese il suo terzo .. un terzo di 18 è sei Il figlio più giovane prese il suo nono … un nono di 18 è due. In tutto 17. Era rimasto un cammello. Che ritornarono alla vecchia saggia.

1:09 (Risate)

1:11 Ora pensando alla storia per un attimo mi sembra che assomigli a molte delle difficili negoziazioni nelle quali ci troviamo. Partono come i 17 cammelli … non c’è soluzione. In qualche modo, ciò che dobbiamo fare è un prendere le distanze, come fece la vecchia saggia, e guardare la situazione con occhi nuovi per trovare il diciottesimo cammello. Trovare il diciottesimo cammello nei conflitti mondiali è stata la passione della mia vita. Fondamentalmente vedo l’umanità come quei tre fratelli; siamo tutti una famiglia. Lo sappiamo scientificamente, grazie alla rivoluzione delle comunicazioni, tutte le tribù del pianeta, tutte le 15.000 tribù, sono in rapporto l’una con l’altra. E’ una grande riunione di famiglia. E, come in molte riunioni di famiglia, non è tutto rose e fiori. Ci sono molti disaccordi. E la domanda è: come affrontare le nostre differenze? Come affrontare le differenze più profonde, data l’umana propensione al conflitto e alla capacità umana di realizzare armi per enormi distruzioni? Questa è la domanda.

2:14 Ho impiegato la gran parte di tre decenni … forse quattro girando il mondo, provando a lavorare, coinvolto in conflitti dalla Jugoslavia al Medio Oriente alla Cecenia e al Venezuela alcuni dei più difficili conflitti sulla faccia del pianeta, e mi sono posto questa domanda. E penso di aver trovato, in un certo senso, quale sia il segreto per la pace. In realtà è sorprendentemente semplice. non è facile ma, è semplice. Non è nemmeno nuovo. E’ uno dei più antichi patrimoni dell’umanità. Il segreto della pace siamo noi. Siamo noi, col nostro agire nel ruolo di comunità che sta intorno a un conflitto, che possiamo giocare un ruolo costruttivo.

2:59 Lasciate che vi racconti una storia, un esempio. Circa 20 anni fa ero in Sud Africa, lavoravo con le parti in conflitto ed ebbi un mese in più che impiegai vivendo con alcuni gruppi di Boscimani. Mi incuriosivano loro e il loro modo di risolvere i conflitti. Perché, dopo tutto, a memoria d’uomo loro erano cacciatori e raccoglitori, vivevano più o meno come vissero i nostri antenati per circa il 99% della storia dell’umanità. E tutti gli uomini hanno queste frecce avvelenate usate per cacciare … assolutamente mortali. Allora come fanno ad accordarsi sulle loro differenze? Bene, ho imparato che in quelle comunità, ogni volta che gli animi si scaldano qualcuno prende e nasconde le frecce avvelenate nella boscaglia, poi si siedono tutti in un cerchio come questo stano seduti e parlano, parlano. Può essere per due giorni, tre giorni, quattro giorni, ma non si fermano fino a che trovano la soluzione o meglio ancora, si riconciliano. E se gli animi sono ancora agitati, mandano qualcuno a visitare i parenti per un periodo di riflessione.

4:02 Bene, questo sistema probabilmente è il sistema che ci ha permesso di sopravvivere date le nostre tendenze. Io chiamo questo sistema la terza posizione. Perché se ci pensate di solito quando pensiamo ad un conflitto, quando ne parliamo, ci sono sempre due posizioni. Arabi contro Israeliani, lavoratori contro dirigenti, mariti contro mogli, Repubblicani contro Democratici, ma ciò che spesso non vediamo è che c’è sempre una terza posizione. E la terza posizione del conflitto siamo noi, è la comunità che sta intorno, gli amici, gli alleati i familiari, il vicinato. E possiamo avere un incredibile ruolo costruttivo. Forse il modo più importante nel quale la terza posizione può aiutare è di ricordare alle parti che cosa è veramente in gioco. Nell’interesse dei bambini, nell’interesse delle famiglie nell’interesse della comunità, nell’interesse del futuro, smettere per un momento di combattere e iniziare a parlare. Perché il fatto è che quando sei in un conflitto, è facile perdere la prospettiva. E’ molto facile reagire. Gli esseri umani sono macchine reattive. E come si dice quando si è arrabbiati, puoi fare i migliori discorsi per poi pentirtene. E così la terza posizione ci ricorda questo. La terza posizione ci aiuta ad andare al balcone, una metafora per un cambio di prospettiva, dove possiamo osservare e valutare.

5:24 Vi racconto una breve storia della mia esperienza con i negoziati. Alcuni anni fa, ero coinvolto come facilitatore in alcuni colloqui molto difficili tra i leaders della Russia e i leaders della Cecenia. Come sapete erano in guerra. Ci siamo incontrati a L’Aia nel Palazzo della Pace, nella stessa sala dove era ospitato il tribunale dei crimini di guerra della Jugoslavia. E i colloqui erano iniziati in modo molto duro. Quando il vice presidente Ceceno ha iniziato, rivolgendosi ai Russi ha detto: “Dovreste stare fermi ai vostri posti, perché tra poco sarete sotto processo per crimini di guerra” E poi continuò e rivolgendosi a me disse: “Tu sei americano. Guarda ciò che gli americani stanno facendo a Porto Rico”. E la mia mente iniziò a correre: “Porto Rico? Che cosa so riguardo a Porto Rico?” Stavo per reagire, ma poi mi ricordai di andare al balcone. E così quando si fermò, e tutti mi guardavano per la risposta, dalla prospettiva del balcone, riuscii a ringraziarlo per il suo commento e dissi: “Apprezzo la sua critica al mio paese, che mi fa sentire tra amici con cui poter parlare sinceramente. E quello per cui siamo qui non è parlare di Porto Rico o del passato. Siamo qui per vedere se possiamo trovare un modo per fermare le sofferenze e lo spargimento di sangue in Cecenia.” La conversazione tornò in argomento. Questo è il ruolo della terza posizione, aiutare le parti ad andare al balcone.

6:44 Ora lasciate che vi porti per un po’ in quello che è considerato il più difficile conflitto al mondo, il conflitto più impossibile. Quello in Medio Oriente. La domanda è: dov’è qui la terza posizione? Come è possibile andare al balcone? Ora non pretendo di avere la risposta per il conflitto del Medio Oriente, ma credo di avere il primo passo, letteralmente un primo passo, qualcosa che ciascuno di noi può fare come terza-posizione. Lasciate che prima vi faccia una domanda. Quanti di voi negli ultimi anni si sono trovati ad essere preoccupati per il Medio Oriente e si sono chiesti che cosa si potesse fare? Tanto per saperlo, quanti di voi? Bene, la gran parte di voi. E qui, è così lontano. Perché noi prestiamo tanta attenzione a questo conflitto? E’ il numero di morti? Il numero di persone che muoiono in un conflitto in Africa è centinaia di volte superiore rispetto al Medio Oriente No, è per via della storia, perché siamo personalmente coinvolti in questa storia. Se siamo Cristiani, Mussulmani o Ebrei, religiosi o non religiosi, sentiamo di avere una partecipazione in questo.

7:48 Questione di storie. Da antropologo lo so. Le storie sono ciò che usiamo per trasmettere la conoscenza. Danno significato alle nostre vite. Sono ciò che raccontiamo qui a TED, delle storie. Le storie sono le chiavi. E dunque la mia domanda è: sì, proviamo a risolvere le politiche in Medio Oriente, ma proviamo anche a guardare la storia. Cerchiamo di arrivare alla radice di quello che c’è. Proviamo a vedere se c’è una terza posizione. Che cosa può significare? Qual’è la storia lì?

8:17 Ora, da antropologi, noi sappiamo che ogni cultura nasce da una storia. Qual è la storia da cui origina il Medio Oriente? In una frase, è questa: 4.000 anni fa, un uomo e la sua famiglia attraversarono a piedi il Medio Oriente, e da allora il mondo non fu più lo stesso. Quell’uomo, ovviamente, era Abramo. E ciò che egli rappresentava era l’unità, l’unità della famiglia. Egli è il padre di tutti noi. Ma non è solo quello che rappresentava, bensì il suo messaggio. Il suo messaggio parlava di unità, interconnessione di tutto e unione di tutto. E il suo valore base era il rispetto, era la gentilezza verso gli sconosciuti. Per questo è conosciuto, per la sua ospitalità. Così, in questo senso, rappresenta la terza posizione del Medio Oriente. Egli ci ricorda che siamo tutti parte di un tutto più grande. Ora come possiamo … pensiamoci per un momento.

9:15 Oggi siamo di fronte al flagello del terrorismo. Cos’è il terrorismo? Terrorismo significa prendere uno straniero innocente e trattarlo come un nemico che uccidi per creare paura. Cos’è il contrario del terrorismo? E’ prendere uno sconosciuto e trattarlo come un amico e accoglierlo nella tua casa al fine di creare comprensione, rispetto, e amore.

9:42 Cos accadrebbe allora se prendessimo la storia di Abramo, che è la terza posizione della storia, e se quella potesse essere … perché Abramo rappresenta l’ospitalità … se potesse essere l’antidoto del terrorismo? E se quello fosse il vaccino contro l’intolleranza religiosa? Come potremmo far rivivere quella storia? Ora, non basta raccontare una storia … potente … la gente ha bisogno di viverla. Ha bisogno di sentirla sua, la storia. Come si potrebbe fare? E questo era il mio pensiero, come poterlo fare. E questo è diventato il primo passo. Perché il modo più semplice di farlo è fare una camminata. Fare una camminata sulle orme di Abramo. Ripercorrere le orme di Abramo. Perché camminare ha un potere reale. Per un antropologo, camminare è ciò che ci ha reso esseri umani. E’ buffo, quando camminate, camminate fianco a fianco, nella stessa direzione comune. Ora se io ti venissi di fronte a questa distanza, ti sentiresti minacciato. Ma se cammino spalla a spalla anche se ci tocchiamo le spalle, non c’è problema. Chi combatte mentre cammina? Per questo spesso, nei negoziati, quando le cose si fanno difficili le persone vanno a camminare nei boschi.

11:03 Così mi è venuta l’idea: perché non ispirare un percorso, una strada, – pensiamo alla via della seta, al sentiero degli Appalacchi – che segua le orme di Abramo La gente diceva “E’ da pazzi. Non puoi. Non puoi ripercorrere le orme di Abramo. Troppo pericoloso. Dovrai attraversare tutti questi confini. Bisogna attraversare 10 diversi pesi del Medio Oriente, perché li comprende tutti” E così abbiamo studiato l’idea ad Harward. Ci abbiamo messo tutto l’impegno, e poi qualche anno fa, circa 25 di noi, di 10 diversi paesi, hanno deciso di vedere se si potevano ripercorrere le orme di Abramo, partendo dalla sua città natale di Urfa nel sud della Turchia, il nord della Mesopotamia. E poi in parte in autobus e in parte a piedi siamo arrivati ad Harran, dove, nella Bibbia, egli inizia il suo viaggio. Poi, attraversato il confine della Siria, siamo arrivati ad Aleppo, che prende il suo nome da Abramo. Siamo andati a Damasco, che ha condiviso una lunga storia con Abramo. Siamo arrivati nel nord della Giordania, a Gerusalemme, che è tutta incentrata su Abramo, a Betlemme, e finalmente al luogo dove è sepolto ad Hebron. Siamo effettivamente andati dalla culla alla tomba. Abbiamo dimostrato che si poteva fare. Un viaggio fantastico.

12:16 Lasciate che vi faccia una domanda. Quanti di voi hanno avuto l’esperienza di essere in un quartiere straniero, o in un luogo sconosciuto, e uno sconosciuto, un perfetto sconosciuto, ti avvicina e si dimostra accogliente, magari ti invita nella sua casa, ti offre da bere, ti serve un caffè, ti dà da mangiare? Quanti di voi hanno mai fatto questa esperienza? Questa è l’essenza del percorso di Abramo. Ed è questo che si scopre, andando in questi villaggi del Medio Oriente, dove ci si aspetta ostilità, e si trova la più incredibile ospitalità, tutta legata ad Abramo. “Nel nome del padre Abramo, lascia che ti offra del cibo.” Così ciò che abbiamo scoperto è che Abramo, per questi popoli, non è solo il personaggio di un libro, egli è vivo, è una presenza reale.

13:00 E per farla breve, negli ultimi due anni, migliaia di persone hanno iniziato a percorrere parti del cammino di Abramo in Medio Oriente, godendo dell’ospitalità della gente. Hanno iniziato a camminare in Israele e in Palestina, in Giordania, Turchia, Siria. E’ un’esperienza incredibile. Uomini, donne, giovani e vecchi … più donne che uomini, in realtà. Interessante. Per chi non può camminare, per chi non può venire qui ora, la gente inizia ad organizzare delle marce nelle città, nelle proprie comunità. A Cincinnati, ad esempio, hanno organizzato una marcia dalla chiesa alla moschea alla sinagoga e tutti insieme hanno condiviso un pasto Abramitico. E’ stato il giorno del cammino di Abramo. A San Paolo, in Brasile, è diventato un evento annuale per migliaia di persone che corrono in un percorso virtuale di Abramo, che unisce le diverse comunità. I media la amano, la adorano veramente. La coprono di attenzioni perché attira l’attenzione e diffonde l’idea, questa idea dell’ospitalità di Abramo, di accoglienza verso gli stranieri. E proprio due settimane fa, c’è stato un servizio della NPR. Il mese scorso, c’è stato un articolo sul Guardian, sul Manchester Guardian a questo proposito due intere pagine. Hanno citato l’abitante di un villaggio che diceva: “Questa camminata ci collega al mondo.” Ha detto che è come una luce che è entrata nelle loro vite. Ci ha portato la speranza. Questo è cio che rappresenta.

14:30 Ma non si tratta solo di psicologia, è qualcosa di economico, perché quelli che camminano spendono denaro. E proprio questa donna, Um Ahmad, è una donna che vive lungo il percorso nella Giordania del nord. Era disperatamente povera. E’ quasi cieca, il marito non lavora, ed ha sette figli. Ma lei sa cucinare bene. E così ha cominciato a cucinare per i gruppi di escursionisti che attraversano il villaggio e ora mangiano nella sua casa. Siedono sul pavimento. Lei non ha nemmeno una tovaglia. Lei prepara cibi deliziosi con le erbe fresche che raccoglie nei dintorni. E così arrivano sempre più viandanti. E ultimamente ha cominciato a ricavarne un reddito per sostenere la famiglia. E così, alla nostra squadra ha detto: “Mi avete resa visibile in un villaggio dove la gente si vergognava a guardarmi.” Questa è la potenza del percorso di Abramo. Ci sono letteralmente centinaia di queste comunità in Medio Oriente, lungo il percorso. C’è la potenzialità di cambiare il gioco. E per cambiare il gioco devi cambiare la cornice, il modo di vedere le cose … per cambiare la cornice, da ostilità a ospitalità, da terrorismo a turismo. E in questo senso, il percorso di Abramo fa cambiare il gioco.

15:52 Vorrei mostrarvi una cosa. Ho una piccola ghianda qui che ho raccolto mentre percorrevo la strada all’inizio dell’anno. Ora la ghianda richiama la quercia, naturalmente… cresce e diventa una quercia, che è associata ad Abramo. Il percorso è come la ghianda; è solo nella fase iniziale. Come sarà quando diventerà una quercia? Beh, io ripenso alla mia infanzia, buona parte della quale, dopo essere nato qui a Chicago, ho trascorso in Europa. Se tu fossi stato per dire, tra le rovine di Londra nel 1945, o Berlino, e avessi detto: “Tra 60 anni questa sarà una delle più pacifiche e ricche parti del pianeta”, la gente ti avrebbe considerato un pazzo “certificato”. Ma lo hanno fatto grazie ad una comune identità …l’Europa, e una comune economia. Ora mi chiedo, se è stato fatto in Europa, perché non in Medio Oriente? Perché no, grazie ad una comune identità … che è la storia di Abramo … e grazie ad una comune economia che può essere in parte fatta di turismo?

16:56 Fatemi concludere dicendo che negli ultimi 35 anni ho lavorato in alcuni dei più pericolosi, difficili e complessi conflitti intorno al mondo, devo ancora vedere un conflitto che non possa essere trasformato. Non è facile, naturalmente, ma è possibile. Lo è stato in Sud Africa Lo è stato nell’Irlanda del Nord. Può esserlo ovunque. Dipende solo da noi. Dipende da noi prendere la terza posizione. Vi invito allora a considerare la terza posizione anche come un piccolo passo. Come per una pausa di un momento. Basta andare da qualcuno che viene da una cultura diversa, un paese diverso, una razza diversa, in qualche modo differente, e iniziare un dialogo: ascoltatelo. Questo è prendere la terza posizione. Questo è il percorso di Abramo. Dopo i discorsi di TED, perché non i percorsi di TED?

17:54 Permettete che vi lasci con tre cose La prima: il segreto per la pace è la terza posizione. La terza posizione siamo noi. Ognuno di noi, con un singolo passo, può portare il mondo un passo più vicino alla pace. Un antico proverbio africano dice: “Quando le ragnatele si uniscono, possono fermare anche il leone.” Se sapremo unire le nostre reti di pace potremo fermare il leone della guerra.

18:30 Molte grazie.

18:32 (Applausi)

Come mettere Facebook in sicurezza e dormire tranquilli

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Tante persone pubblicano sulle loro bacheche gli appelli agli amici per essere informati tempestivamente qualora si notasse qualcosa di strano sul loro profilo.

Effettivamente è possibile rubare il profilo di un utente e pubblicare in suo nome link a siti poco raccomandabili che spesso installano virus sul computer della vittima.

Per dormire tranquilli non serve ricorrere agli amici ma installare la doppia verifica che determina il controllo degli accessi al proprio social network preferito.

Ogni volta che qualcuno tenterà di entrare nel vostro profilo a voi arriverà un sms gratuito nel quale sarà contenuto il codice necessario davvero ad entrare nel vostro profilo.

Questo è quanto riportato sulle pagine ufficiali di Facebook:

L’approvazione degli accessi è una funzione di sicurezza simile agli avvisi di accesso, ma che prevede un ulteriore passaggio di sicurezza. Se attivi l’approvazione degli accessi, ti sarà richiesto di inserire uno speciale codice di sicurezza ogni volta che provi ad accedere al tuo account Facebook da un nuovo computer, cellulare o browser.

Per attivare l’approvazione degli accessi:

  1. Accedi alle Impostazioni di protezione.
  2. Clicca sulla sezione Approvazione degli accessi.
  3. Spunta la casella e clicca su Salva modifiche.

Dopo aver attivato l’approvazione degli accessi:

  • Se non hai salvato il dispositivo (ad es. il computer) o il browser in uso, ti verrà richiesto di farlo quando attivi l’approvazione degli accessi. In questo modo, non dovrai inserire un codice quando accedi usando uno dei dispositivi o browser riconosciuti. Non cliccare sull’opzione Salva questo browser se usi un computer pubblico (ad es. il computer di una biblioteca).
  • Dobbiamo poter essere in grado di ricordare le informazioni del tuo computer e browser per il tuo prossimo accesso, ma alcune funzioni dei browser non lo consentono. Se hai attivato la navigazione anonima o impostato il browser in modo che cancelli la cronologia ogni volta che viene chiuso, potresti dover inserire il codice a ogni accesso. Scopri di più.

Nota: per attivare l’approvazione degli accessi, devi aver specificato un numero di cellulare nel tuo account. Puoi aggiungerne uno al tuo account quando attivi l’approvazione degli accessi.

Ora non hai più scuse per non mettere in sicurezza il tuo account Facebook!

Cyber.Police un virus per cellulare da non sottovalutare

windows 10: aggiornamento facile partnerdigitale.com
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Anche sui dispositivi mobili è arrivato un virus che cripta i tuoi dati.

Troverai qui sotto un articolo interessante per correre ai ripari.

Per tutti coloro che invece sono stati infettati dal ransomware Cyber.Police ricordiamo invece che nessun ente governativo statunitense (o di altre nazioni) effettuerebbe mai un operazione simile, bloccando un dispositivo da remoto e sopratutto non richiederebbe il pagamento di una qualsiasi somma tramite carte regalo iTunes e che per poter tornare ad utilizzare il proprio dispositivo (purtroppo perdendone i dati personali in esso contenuti) è sufficiente effettuare una formattazione completa del device, attraverso la Recovery di sistema.

Leggi il resto qui…

http://www.keyforweb.it/android-porno-arriva-un-virus-ransomware-naviga-mobile-siti-porno/

 

Consigli per chi vuole creare un contest “legale” online

gaetano-pecorella-con-lipad
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Se hai deciso di organizzare un normale contest online, devi rispettare adempimenti burocratici che non puoi affrontare da solo (a meno che non smetti di fare il tuo lavoro e ti dedichi a un altro mestiere). Il mio consiglio è di affidarti a dei professionisti che conoscono bene il campo nel quale si gioca. Concentrati sui meccanismi che dovrà avere il contest, pensa a come coinvolgere i potenziali partecipanti, scegli i migliori canali per far conoscere l’iniziativa… Ma lascia domare la parte burocratica delle ‘Manifestazioni a premio’ a chi lo fa per lavoro.

Tutto il resto lo trovi qui…

http://blog.tagliaerbe.com/2016/04/come-organizzare-contest.html

E come al solito, i nostri legislatori sono spesso i nemici dei nostri imprenditori…

 

Valerio e la laserwan

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Questa è l’Italia che ci piace… Ora verifichiamo che abbia tutto il supporto per far crescere questa sua idea…

«

Stavo facendo esperimenti sulla trasmissione – racconta Valerio – quando ho avuto l’illuminazione. In fondo la fibra ottica trasmette luce lungo un dispositivo fisico. Ma la tecnologia per trasmettere luce senza fili c’è, ed è il laser». Neanche il tempo di pensarla che era già in rete a cercare se altri avevano avuto la sua intuizione. «Ho cercato e ricercato, ma non c’è traccia di idee simili». Eppure Valerio, era il dicembre del 2015, non aveva ancora colto a pieno il potenziale della sua intuizione. L’occasione è arrivata dal suo liceo: il Galilei di Nizza Monferrato. «Una mia insegnante, Giuseppina Bogliolo, mi ha proposto di partecipare a un concorso – ricorda – ,“I Giovani e le Scienze 2016”. Il termine per presentare la relazione era metà febbraio, ma il bando l’ho letto solo dopo le vacanze natalizie. Quando la professoressa ha letto la mia tesina mi ha fissato per qualche istante e mi ha dato un consiglio prezioso: Valerio, corri a brevettarla». 

http://www.lastampa.it/2016/04/24/edizioni/asti/lo-studente-di-asti-che-porta-la-banda-larga-nei-paesini-grazie-alla-tecnologia-laser-b2vtYpctOKteXpy8wfHCKN/pagina.html

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