Cooperazione o competizione: qual è il modello migliore?

Ci è stato insegnato che l’evoluzione segue la legge del più forte. Benché da più di un secolo sia stato dimostrato che l’evoluzione si fonda invece sulla cooperazione, la teoria della competizione è rimasta utile a giustificare “scientificamente” l’iniquità della distribuzione delle ricchezze, la spietatezza del mercato, diseguaglianze sociali e sessuali, razzismo, abuso delle risorse, soprusi del sistema. Modelli sociali e di sviluppo basati unicamente sulla competitività stanno portando al collasso e causando un inferno per un’umanità che potrebbe vivere sulla Terra come in paradiso. Non si tratta però solo di questioni sociali, politiche ed economiche, ma anche di andare alla radice interiore, squisitamente umana, che causa e sostiene un modello tendenzialmente suicida. Ogni volta che pensiamo o sentiamo dire “il mondo è duro”, “la vita è una lotta”, “solo i più forti ce la fanno”, aggettivi come “vincente” o “perdente”, stiamo ragionando, agendo e comunicando in base a questo tipo di forma mentale. La società è vista come un campo di battaglia, dove non fidarsi di nessuno, dove chi fa da sé fa per tre e la paura è motore dell’inconscio e delle azioni. La sostituzione della competizione con la collaborazione non è un’ideale, ma una pratica di processi di coscienza che passano attraverso lo spogliarsi dei limiti stessi che ci hanno formato e preparato alla vita.
Per la prima volta, presentiamo un gruppo esperienziale che si propone di lavorare assieme profondamente proprio su questi temi. Non per insegnare come avere successo, non per cercare conferme di vecchi modelli. E’ invece per portatori sani, pionieri di un nuovo paradigma. Si tratta di un corso in cui sperimentiamo il senso profondo della cooperazione, le opportunità empatiche che ne permettono lo sviluppo e i condizionamenti che ostacolano i rapporti tra esseri umani. Un week-end rivoluzionario, nel quale esplorare le nostre radici, cercare l’unità oltre le separazioni e andare verso l’auspicabile Sapiens 3.0, cioè l’essere umano finalmente consapevole di non essere separato da se stesso, dagli altri e dalla natura che lo circonda. Per questo, vorremmo riunire più pionieri possibile.

testo e voce: Arshad Moscogiuri
musica: Esbjorn Svensson Trio

Se sei curioso…
VAI AL SITO
http://psicologiadellozorba.com

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