Bullismo propedeutico a società incivili

La nostra è una società violenta. Subdolamente violenta. Ogni giorno assistiamo ed accettiamo mille prevaricazioni compiute ai danni di singoli e di gruppi emarginati dalla società. L’esempio di prevaricazione parte dalla casta dei politici e di coloro che hanno in mano l’informazione italiana. Si tende a dare molto poco spazio alla questione morale ed all’etica della responsabilità.
Per fortuna, in alcune scuole, c’è ancora chi mette il rispetto delle regole al di sopra della didattica.
È avvenuto nella scuola di mio figlio dove, dopo 3 anni di richieste inevase da altri dirigenti, finalmente ho avuto attenzione su atti di bullismo compiuti nei bagni scolastici. Bagni con porte senza lucchetto.
La cosa che più rammarica è che collaboratori scolastici ed insegnanti trovavano normale questa situazione.
Il bullismo è la palestra dove bambini e ragazzi esercitano quella prepotenza che da grande porterà al diritto della forza contro la forza del diritto.
Ora i lucchetti nei bagni ci saranno. Ma quanti lucchetti rimangono a chiudere la mente di chi crede che sottovalutare queste richieste di attenzione da parte di chi attua comportamenti violenti sia “normale”?

I bambini violenti non vanno puniti. Vanno ascoltati nel loro enorme disagio e le famiglie e la scuola devono assolutamente cooperare alla cancellazione di quel clima di omertà in cui la vittima ed i suoi compagni sono vessati.
La logica del minimizzare tutto è sintomo della grande ignoranza collettiva nel cercare solo nel benessere personale la via di fuga per una vita felice.
Le società odierne vivono nello scontro di valori che spesso sono in totale opposizione tra loro ma è necessario ricomporre con il dialogo queste fratture e non far finta che non esistano.
Come sempre, è solo la cultura scientifica ed umanistica insieme che possono consegnarci la speranza di salvare il mondo e di non giocare ogni santo giorno i nostri piccoli, personali, giochi di guerra.

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Migliorare il mondo è possibile

Abbiamo bisogno di maestri e professori che ascoltano, che si affiancano a questi ragazzi, che non usano il verbo “bocciare”. Abbiamo la necessità di tornare a fare educazione civica, alla cittadinanza, non di scrivere il decalogo del comportamento: “Si alza la mano per parlare”; “Si portano a scuola i quaderni”; “Ci si ascolta”. I ragazzi ci chiedono solo una cosa: ascolto.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/19/bullismo-da-ex-b ullo-vi-dico-ascoltateli/2386522/

Qui una risorsa importante per riconoscere il bullismo

http://www.marcotogni.it/bullismo/

Grazie a Rossella Ioele per avermi fatto conoscere questo brano:
Lettera di Abramo Lincoln all’insegnante di suo figlio

Caro professore, insegni al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso. Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico e gli faccia capire che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata. Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma gli conceda anche il tempo per distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli. Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria, gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti. Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e gli faccia imparare a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri. Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo. Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono. Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e lo esorti a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione. Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.

Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso. Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore e gli insegni ad avere fiducia anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini. So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro

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2 thoughts on “Bullismo propedeutico a società incivili

  1. La scuola purtroppo è diventata un mercato,e quindi “per il buon nome” della scuola i fatti che accadono non si devono sapere. Cosi i genitori che segnalano fatti gravi,che accadono nelle classi,sono visionari,gli insegnanti, che sono in classe,non vedono mai niente di strano e se l’insegnante è assente in quel momento forse il bidello sarà richiamato…
    Sono mamma di tre figlie che hanno frequentato le scuole dell’obbligo e purtroppo ho dovuto constatare che l’omertà regna nella scuola pubblica.

    Mi piace

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