#lavorobenfatto

#lavorobenfatto è un hashtag che ho conosciuto tramite un romantico signore che spesso cancella i miei commenti nel gruppo facebook dedicato a “Racconti dall’Italia che dà valore al lavoro. Alla bellezza. Al futuro. L’Italia che mette testa, mani e cuore nelle cose che fa.”.

Spesso gli italiani sono proprio così: mettono la testa, le mani ed il cuore in tutto quello che fanno e si disinteressano di tutto il resto.

Per me il principale #lavorobenfatto è informarsi ed informare il nostro prossimo che mentre ognuno pensa al proprio lavoro, disinteressarsi di quello che succede nella società permette ai ladri di futuro di uccidere noi ed i nostri figli.

Il primo lavoro di chi ha i mezzi di sussistenza è permettere agli altri di farsi una opinione basata su fatti certi e non su “finzioni di regime” che nascondono la gravità della situazione italiana e di come questa si nutre di una ignoranza selettiva dei temi legati all’ambiente ed alla salute degli italiani.

Ogni italiano dovrebbe diventare un ecologista ma ognuno pensa al proprio lavoro e non riesce a vedere che senza uno sforzo collettivo non riusciremo a vivere in una nazione avvelenata al punto di uccidere i propri figli.

Se vuoi farti un’idea segui i prossimi link…

https://sensodellavita.com/2016/07/29/saviano-vietato-non-avere-opinioni/

 

 

#lavorobenfatto è denunciare chi il #lavorobenfatto non lo vuole fare perchè intriso di una cultura della prepotenza che è peggiore della violenza nuda e cruda.

 

 

“Nel mare della Calabria – secondo le recenti dichiarazioni del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti – sono state affondate più di 30 navi contenenti rifiuti tossici. Un grosso affare tra organizzazioni criminali, servizi segreti e politica. Cunsky, Jolly Rosso, Rigel , Karin B., Marco Polo, Koraline, Nicos 1, Alessandro I sono nomi che alla maggior parte delle persone non dicono niente. In realtà sono nomi di navi scomparse nel mare. Alcune volte ricompaiono – come la Cunsky – alcune volte no. Cosa trasportavano quelle navi? Quali sono state le circostanze del loro naufragio o del loro affondamento? E che traffici si nascondono dietro le loro strane rotte? Carlo Lucarelli, seguendo le orme dell’ufficiale di Marina, Natale De Grazia – uno dei tanti eroi sconosciuti del nostro Paese – e di alcuni coraggiosi magistrati, ci apre le porte al mistero delle navi fantasma inabissate al largo delle coste italiane con il loro carico di rifiuti tossici o addirittura radioattivi. In seguito allo spiaggiamento della motonave Jolly Rosso, avvenuto il 14 dicembre 1990 sulla costa di Amantea in Calabria, parte un’inchiesta che viene subito osteggiata e, tra coinvolgimenti dei servizi segreti ed intercettazioni dei magistrati, prosegue fino alla morte in circostanze misteriose di Natale De Grazia.”

 

L’orto dei veleni

 

 

 

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