Roberto Saviano e la politica come professione

Ho osservato con attenzione quanto è accaduto a Roma nelle ultime settimane, e le vicende legate alla giunta Raggi mi hanno portato a fare alcune riflessioni che condivido qui con voi.

Mi domando spesso se in questo Paese sia realmente possibile entrare nel dibattito politico senza ricevere in risposta l’urlo da stadio. Responsabilità dei politici aver utilizzato il calcio (ha iniziato Berlusconi, ma poi lo hanno seguito tutti, nessuno escluso) come metafora per parlare di politica. E allora si scende in campo e si tifa per una parte politica: se critichi Renzi sei dei 5Stelle, se critichi De Magistris sei renziano e così via.

Mi domando spesso se sia realmente possibile in questo Paese avere con la politica un dialogo che non sia solo fittizio. Virginia Raggi ha fatto un video chiarificatore e lo ha pubblicato su Facebook, dove esiste la possibilità di rispondere alle domande. Quindi, in fondo, la comunicazione a senso unico poteva diventare un dialogo. Occasione persa.

Mi domando spesso perché in questo Paese non posso dire, liberamente, senza essere additato come sostenitore dei poteri forti, che la responsabilità che ha il M5S è quella di aver spinto nel precipizio più profondo anche l’ultima briciola di fiducia che gli italiani ancora, gelosamente, conservavano nella politica. In quella politica che aveva tradito e rubato, insozzato e corrotto, ma che pure era ed è popolata da una folta schiera di onesti che non fanno notizia, che amministrano realtà difficili senza che nessuno si occupi di loro. Perché la politica è prima di tutto patto di fiducia, non solo con il movimento o il partito, ma con il progetto e poi con la persona. Pensare che tutti siano intercambiabili e sostituibili mi restituisce il senso di una società che dovrebbe rattristarci. “Uno vale uno” significa che nessuno di noi deve avere un ego potenziato, ma “uno vale uno” spesso viene frainteso come “se non mi vai bene tu, avanti un altro”.

È questo il tenore dei commenti che leggo: “Se Raggi non ci piace, poco importa, avanti il prossimo cittadino”. E poi ancora un altro. Questa non è democrazia, è confusione.

Ok: Saviano attacca il Movimento! Saviano è renziano! Saviano è con i poteri forti!
Mettetela come vi pare, il punto è che per governare bisogna scendere a compromessi e il modo peggiore di condividere con i cittadini delle scelte che sanno di compromesso è attraverso mail private o messaggi telefonici fatti trapelare senza che ci fosse alcun accordo. Questa è la negazione della trasparenza e pone un problema enorme tutto interno al Movimento. Oggi i peggiori nemici del M5S sono nel M5S e non è la stampa che ha esagerato o gli avversari politici che sull’affaire capitolino ci hanno marciato.

Sarò fuori tempo, ma continuo a pensare che la politica sia altro e che non basta essere novità per essere realmente diversi.
Sarò fuori contesto, ma continuo a pensare che per fare politica ci vogliano competenze (meglio ladro e corrotto o a digiuno di competenze ma onesto? Ma davvero credete che si debba per forza scegliere tra queste due categorie astratte? Chi ci ha fatto il lavaggio del cervello e convinto che non esistano politici per bene e competenti?).

Continuo a credere che la politica sia una professione che richiede competenze specifiche e che non lascia spazio a improvvisazioni. Questo vale per il M5S, per gli altri partiti e per il Governo (basta vedere le continue boutade di Lorenzin e i continui “non sapevo” di Alfano per capire che nessuno può tirarsi fuori e nessuno può puntare il dito)

Se non la pensassi così, sarei sceso in campo anch’io.

 

Roberto Saviano, per te mi farei uccidere. Sei una persona che ha dato dignità al Sud più di migliaia di politici che avrebbero dovuto fare questo per “mestiere”. La politica una professione? Forse in Svezia, in Finlandia, dove il senso dello Stato riesce a far dimettere un politico senza interventi esterni. Qui vorrei ricordare persone del calibro di Totò Cuffaro che urlavano a Falcone parole indicibili in nome di uno Stato che è interpretato un po’ a propria immagine e somiglianza. Politica è, per me, prima di tutto passione civica, la stessa che vedo in Maurizio Patriciello che urla alla Lorenzin (altro bell’esempio di politico nostrano) che in Campania non si muore i rifiuti radioattivi ma per lo stile di vita degli abitanti di questa terra. Hai ragione, il movimento 5 stelle ha un problema di esperienza e di modello organizzativo interno. Rimane pur sempre quanto di più limpido e trasparente ci possa essere ora in Italia. Con l’acqua agli idrocarburi del lago del Pertusillo ( bit.do/petrolio ) e con la politica che affianca la delinquenza e le lobbies come è ampiamente dimostrato, forse dovresti riconsiderare la politica come una professione solo se ci fosse un corso di studi adeguato e magari l’iscrizione ad un albo. Troppi politici hanno comprato le lauree all’estero o ricevuto case in regalo accanto al Colosseo senza accorgersene. Troppi politici legiferano in pieno conflitto d’interessi. I due mandati sono giusti oggi in Italia, secondo me, perchè troppo vischiose sono le poltrone su cui rimbalzano sempre gli stessi nomi e le stesse dinastie italiche. Grazie per tutto quello che continui a fare e per la lucidità con cui affronti ogni argomento. Sei sempre a casa mia, a tua insaputa, e ti nomino in ogni discussione in cui il Sud si piange addosso e dice che è impossibile cambiare. Dopo Rosa Parks, sei tu per me la persona che non ha ceduto il suo posto ai prepotenti di turno nell’autobus della vita ed ora vedo che anche questi ragazzi del movimento 5 stelle hanno lo stesso sguardo appassionato di chi vede morire i propri fratelli e lotta con tutto il cuore che ha in gola per non farsi ingoiare dalla mediocrità o dai facili guadagni. Quando una persona che reputo colta si scaglia contro gli “errori” dei grillini penso sempre alla metafora della pagliuzza e della trave e mi chiedo con quali parole Don Peppino Diana avrebbe invitato le persone ad essere più serie ed a lavorare per distinguere il bene dal male e soprattutto ad impegnarsi per salvare una vita in più con una denuncia in più. Occorrono più cittadini sovrani ed il movimento, con tutte le sue imperfezioni, educa proprio in quella direzione. Altre scuole di buona politica, io non ne vedo. Grazie per aver trovato il tempo di leggermi e buona vita.

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