Distinguere le notizie false da quelle vere e non diffondere le bufale


Internet è il regno delle informazioni che, come l’acqua, possono essere buone o inquinate.

Oggi iniziamo ad imparare come distinguere le informazioni vere da quelle false ed una regola eccezionale che può farci evitare tanti errori.

Il sito Valigia Blu ha pubblicato un ottimo servizio giornalistico sulle Fake News.

7ModiDiDisinformare_VB.jpg

Tutti noi ogni volta che accettiamo in maniera passiva le informazioni, condividendo un post, un’immagine, un video, senza prima aver verificato, contribuiamo ad aumentare il rumore e la confusione. Noi tutti svolgiamo un ruolo fondamentale in questo ecosistema. (…)

Dobbiamo assumerci la responsabilità di controllare in maniera indipendente cosa vediamo online.
Se hai una decina di minuti leggi questo articolo al seguente indirizzo

http://www.valigiablu.it/fakenews-disinformazione/
Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it

 

Se invece vuoi subito la regolina d’oro per non incappare nell’errore di mandare a qualche amico un messaggio falso, prova a fare così:

 

  1. Condividi solo lo stretto indispensabile
  2. Prima di condividere un testo esamina bene il suo contenuto, a prescindere dal fatto che contenga le parole “urgente” e “condividi”
    1. seleziona le prime parole
    2. inseriscile sul motore di ricerca precedute dalla parola “bufala”
    3. se nessun risultato mostra quel testo come falso allora puoi
  3. Condividerlo sui tuoi canali social (Whatsapp, Facebook ed altro) solo se strettamente necessario
  4. Se qualche tuo amico invece ti inoltra un testo od una immagine che non ti convincono devi sempre chiedergli di citarti la fonte, prima di condividere a tua volta.

Internet migliora se miglioriamo noi e se impariamo ad avere la giusta padronanza di questo strumento.

 

Marco Costanzo

Facebook: se non sai sorridere, non aprire una pagina


Questo articolo parla di Epic Fail e di successi nell’utilizzo di Facebook da parte delle aziende.

Dice un vecchio proverbio cinese che chi non sa sorridere non deve aprire un negozio. Aggiornandolo ai tempi di oggi si potrebbe dire che non si dovrebbe nemmeno aprire una pagina Facebook.

Ti racconto l’esperienza di questa mattina.

Mi connetto online e visito le pagine Facebook di 2 aziende. La prima ha 1.6 milioni di like, la seconda arriva a 500 like, la differenza è giustificata dal mercato di riferimento delle due società, ma 500 like vuol dire scarsa applicazione nel promuoverla nel mondo reale.

Mi connetto con la prima ed in poco tempo ottengo una risposta chiara e puntuale alla mia domanda da parte di Giulia, un vero “brand ambassador” dell’azienda per cui lavora. Alla fine delle sue comunicazioni non dimentica di firmarsi. Io parlo con lei che è una persona fisica come sono io. Mi toglie subito l’imbarazzo di parlare con qualcuno di cui non conosco l’identità.

Mi connetto con la seconda azienda, di cui non farò il nome, e dopo alcuni minuti ottengo la risposta alla mia domanda. Essendo il messaggio non firmato, chiedo la cortesia di sapere con chi stessi parlando. Guardo sullo schermo che il messaggio è stato visualizzato ma nessuno mi risponde.

E’ semplice maleducazione o incapacità professionale? Sicuramente l’azienda non ha ritenuto che la comunicazione frontale con il cliente attraverso Facebook fosse fondamentale ed ha lasciato nelle mani di qualcuno uno strumento che invece di rivelarsi un canale di comunicazione si è rivelato un boomerang per le vendite di quella impresa.

Avrei potuto immediatamente lasciare un feedback negativo nella pagina dello sprovveduto comunicatore/comunicatrice spiegando che nessuno ha evaso le mie domande ma questo non è nel mio stile. Sicuramente se dovessi acquistare in futuro gli articoli proposti dall’azienda scorbutica farei prima un giro  per cercare gli stessi articoli da qualche suo concorrente.

 

Come dice Zio Mike, bisogna sempre punire con un regalo le persone che ci offendono. Per questo motivo invierò questo articolo all’azienda numero 2. E farò i complimenti alla numero 1.

Suggerisco agli imprenditori che vogliono approfondire il concetto di webmarketing relazionale il lavoro di  Bryan Kramer oppure di cominciare a leggere il materiale del corso bit.do/tecnofelicita

e ricordate, siamo sempre la media delle 5 persone che frequentiamo più spesso.

educazione

 

Dr. Marco Costanzo

Digital Coach e Social Media Strategist

 

 

Aggiornamento [] Dopo aver inviato questo articolo al contatto chat della pagina facebook sono stato contattato da chi gestisce la pagina che mi ha spiegato che il trattamento a me riservato era in funzione della mia veste di venditore e non di acquirente. La reticenza a dire il proprio nome era legata quindi al mio ruolo. Per questo motivo sicuramente l’azienda numero 2 sicuramente non è da considerare scorbutica verso i clienti. 

Dropshipping: qualche informazione utile


“Per Drop Ship (anche conosciuto come drop shipping o dropshipping ) si intende un modello di vendita grazie al quale il venditore vende un prodotto, ad un utente finale, senza possederlo materialmente nel proprio magazzino.

Il venditore, effettuata la vendita, trasmetterà l’ordine al fornitore che in questo caso viene chiamato “dropshipper”, il quale spedirà il prodotto direttamente all’utente finale.

In questo modo il venditore si preoccupa esclusivamente della pubblicizzazione dei prodotti, senza le relative incombenze legate ai processi di imballaggio, spedizione e garanzia che invece sono a cura del fornitore.”

(Wikipedia)

e ancora

e ancora

Se vuoi altre informazioni lascia un commento.

Povera patria: il video della intervista alla Raggi di Mentana


 

In una Italia che ha problemi molto seri ( bit.do/petrolio ad esempio) un esercito di giornalisti prezzolati diventa la paranza dei politici di basso livello che fanno accordo con le mafie.

Troppe persone incontrate questa sera hanno capito della vicenda delle polizze sulla Raggi tutto il contrario di quello che in effetti questa situazione prospetta.

Per chi fosse alla ricerca della verità, oltre a quella dei tribunali, perchè speriamo che ora partano le querele per diffamazione, seguendo questo link sarà possibile sentire direttamente dalla voce di Virginia Raggi e di Mentana come stanno le cose.

Spero che il lettore di questo sito sia una persona abituata a pensare con la propria testa ed a verificare i fatti.

Per un aiuto alla verità storica qui sotto trovi il link diretto al video dell’intervista.

https://business.facebook.com/virginia.raggi.m5sroma/videos/724329094416209/

 

 

Un medico spiega il business delle malattie e quanto sia utile ed economico meditare per vivere meglio


Franco Berrino ci regala delle riflessioni che sarebbe bene far conoscere e diffondere a quante più persone possibili. Il superamento dell’attuale sistema capitalistico soprattutto in relazione alla sanità può essere fatta solo da parte di cittadini consapevoli.

 

Se pensi che queste perle di saggezza vadano condivise aiutaci a fare una cosa per te e per le persone a cui vuoi bene.

Attenti ai disinformatori di TV e giornali


Ci sono bravi giornalisti che fanno il loro dovere andando alla ricerca della verità e che mostrano di avere come unico padrone il lettore.

Ce ne sono molti altri che diffondono quelle che vengono definite “fake news” (notizie false) e di cui spesso viene colpevolizzato internet.

La qualità delle notizie è indipendente dal mezzo usato ma dai principi e dalle intenzioni degli uomini che le diffondono.

Guarda questo interessante video di Massimo Mazzucco (e puoi verificare con chi vuoi l’oggettività di tali dichiarazioni) e creati la tua opinione personale.

Impariamo a non fare riunioni inutili


In questo blog parliamo di produttività e spesso le riunioni si rivelano un disincentivo a questo aspetto della vita degli individui.

Sono stati scritti ottimi articoli su questo argomento. Se tutti coloro che indicono una riunione ne avessero letto almeno uno forse avrebbero maggior rispetto per se stessi e per gli altri soggetti coinvolti in queste noiose attività.

Questo il primo articolo

Che cosa rende inutile una riunione, e perché?

  1. manca un vero ordine del giorno
    (quindi si parla di quello che via via emerge)
  2. mancano obiettivi specifici (“parliamo di…” non è un obiettivo)
    (quindi se si raggiunge qualche obiettivo è per caso)
  3. orari e durata sono puramente indicativi
    (quindi ciascuno arriva quando può e la riunione si chiude quando si riesce)
  4. gli interventi non hanno limiti di tempo prefissati
    (quindi la durata degli interventi dipende dalla capacità oratoria, non dall’importanza del contributo; un caso classico: chi ha un problema, che magari la riunione potrebbe affrontare, tende a parlare pochissimo)
  5. non si esplicitano e concordano le azioni future da compiere
    (quindi, se qualcuno deve fare qualcosa, si dovrà ricordarglielo;
    quindi, ci si affida alla bontà degli appunti dei singoli interessati)
  6. durante la riunione, tutti fanno tutt’altro
    (chi parla legge le proprie slide o il proprio documento; chi ascolta controlla la posta, la scrive, spippola con lo smartphone, cazzeggia su Facebook, chiacchiera col vicino, fa la lista della spesa, si appisola, invecchia).

Leggi il resto qui

http://www.mind-spa.it/

E ancora

Tagliate corto.

Solo pochissime riunioni hanno bisogno di più di 25 minuti. Ne ho viste migliaia, e lo so per certo. Questioni molto importanti possono essere risolte efficientemente in molto meno tempo. Sheryl Sandberg, di Facebook, è nota per avere un quaderno contenente la lista dei punti che devono essere discussi ad ogni riunione. Ogni volta che un punto è stato discusso, pone fine alla riunione, anche se sono passati appena 10 minuti.

Ai miei dipendenti, a Hootsuite, ho sempre detto di sentirsi liberi di alzarsi e andarsene da ogni meeting, se si rendono conto che a loro non serve sentire altro (anche da parte mia). Preferirei mille volte vederli lavorare alla loro scrivania, piuttosto che averli lì, seduti educatamente ad ascoltare e recepire informazioni che comunque non possono utilizzare. Provateci. È incredibilmente liberatorio tagliarsi fuori da una riunione nella quale si sente di non essere più indispensabile.

E perché 25 minuti? Pianificare riunione leggermente più corte dà alle persone un piccolo spazio di tempo nel quale possono rispondere alle email più urgenti, o possono spostarsi da una location all’altra. Lo stesso vale per la regola delle “ore di 50 minuti”.

Il guru della gestione aziendale Peter Drucker una volta ha detto: “Una persona o fa una riunione o lavora. Non può fare entrambe le cose allo stesso tempo”. Ha ragione. Nel nostro panorama lavorativo moderno, sembra che abbiamo tutti dimenticato che le riunione non prendono il posto del lavoro effettivo. Ma con alcuni accorgimenti di buonsenso (e con la volontà di dire “no”) potrebbe diventare possibile evitare la trappola delle riunioni inutili per tornare, finalmente, a fare in modo che le cose vengano effettivamente fatte.

Il resto è qui

http://www.wired.it/economia/lavoro/2015/10/09/riunioni-inutili/

 

Le riunioni spesso rubano la nostra attenzione.

La prossima volta che siete chiamati a dimostrare di essere “focalizzati” ricordate la scena di questo film…

#politica Se voti bene… la corruzione non entra nel tuo piatto!


Questo servizio delle Iene chiarisce bene cosa mangiamo se politici corrotti non aumentano i controlli sui cibi che ci apprestiamo a mangiare e se non si realizzano leggi con pene più severe in tema di contraffazione alimentare

 

 

 

#salute Brigliadori e le iene: fatti la tua opinione


Questa la pagina del video dove si vede chiaramente che la Brigliadori ha libertà di opinione ma per dare consigli medici occorre essere titolati a farlo.

 

Eleonora Brigliadori, che dispensa consigli medici a persone malate di cancro, reagisce violentemente alle domande della nostra Iena.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/toffa-consigli-maligni-di-una-showgirl_650282.html

Dispositivo dell’art. 348 Codice Penale

Chiunque abusivamente esercita unaprofessione (1), per la quale è richiesta una speciale abilitazionedello Stato [2229] (2), è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da centotre euro a cinquecentosedici euro.