Evoluzione della figura del Seo aziendale 

Giorgio Taverniti dimostra grandissima lucidità in questo suo video su come deve cambiare atteggiamento chi si occupa di Seo.  Se non si è  in grado di analizzare tutto il processo di aspettative degli utenti per quanto riguarda la messa a punto di un sito internet si rischia davvero di non riuscire ad essere protagonisti nell’ora dell’intelligenza artificiale all’interno dei motori di ricerca. 

Goditi questo fruibilissimo video… 

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#giorgio-taverniti, #google, #intelligenza-artificiale, #seo

Dropshipping: qualche informazione utile

“Per Drop Ship (anche conosciuto come drop shipping o dropshipping ) si intende un modello di vendita grazie al quale il venditore vende un prodotto, ad un utente finale, senza possederlo materialmente nel proprio magazzino.

Il venditore, effettuata la vendita, trasmetterà l’ordine al fornitore che in questo caso viene chiamato “dropshipper”, il quale spedirà il prodotto direttamente all’utente finale.

In questo modo il venditore si preoccupa esclusivamente della pubblicizzazione dei prodotti, senza le relative incombenze legate ai processi di imballaggio, spedizione e garanzia che invece sono a cura del fornitore.”

(Wikipedia)

e ancora

e ancora

Se vuoi altre informazioni lascia un commento.

#dropship, #dropshipping

Non ce la danno a bere?

Puoi condividere questo articolo semplicemente copiando il testo http://bit.do/petrolio

Le persone che bevono l’acqua che deriva dal Lago Pertusillo possono stare sicuri che stiano bevendo acque di buona qualità?

Cosa possiamo fare per cominciare a prenderci cura dei nostri figli e dei figli di tutti?

Urge una crescita culturale degli italiani sulla correlazione tra ecologia e salute della cittadinanza.

Qui sotto alcuni video per poter riflettere.

 

video breve

 

 

 

 

#ciavvelenanopersoldi

#acqua-inquinata, #basilicata, #grieco, #petrolio

e-privacy 2016: convegno su SPID e identità digitale

Il 24 e 25 giugno 2016 (venerdì e sabato) a Pisa si svolgerà e-privacy 2016 spring edition.

Il tema dell‘edizione 2016 è:

SPID ed Identità Digitale: Mercificazione, risorsa, opportunità o pericolo?

Un confronto tra l’identità digitale realizzata dallo Stato Italiano rispetto alle idee ed alle realizzazioni precedenti di tecnologi, legislatori e filosofi

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è il tema guida di “e-privacy 2016”, l’evento che da sempre anticipa i nuovi temi sulla tutela della privacy e dei diritti civili digitali.

Il problema dell’identità digitale, che ha permeato il Convegno fin dalle sue prime edizioni, sale, non in maniera imprevedibile, alla ribalta con l’avvio dello SPID.

La creazione di una identità “Statale”, di una identità “a pagamento”, una nuova iniziativa digitale italiana parte di una “Agenda Digitale” con un passato pieno di ostacoli, rallentamenti e problemi tecnici, rendono il tema fecondo come pochi altri.

L’ingresso al convegno e -privacy è libero e gratuito, ma i posti sono limitati; si suggerisce percio’ di registrarsi con il form riportato in alto o sull’apposita pagina di eventbrite:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-e-privacy-2016-summer-edition-spid-ed-identita-digitale-mercificazione-risorsa-opportunita-o-25913807897

Sin dal 2002 ad e-privacy si sono confrontate le tematiche di un mondo sempre più digitale ed interconnesso, nel quale le possibilità di comunicazione ed accesso alla conoscenza crescono continuamente, come pure crescono le possibilità di tecnocontrollo degli individui sin nei più intimi dettagli. L’approccio è interdisciplinare; dagli specialisti in informatica ai legali che si occupano di nuove tecnologie, dagli psicologi agli educatori, dagli operatori privati a quanti operano nel settore pubblico ed istituzionale.

Continua a leggere e prenota seguendo il link

http://e-privacy.winstonsmith.org/e-privacy-XIX-programma.html

 

#privacy

Scarabocchiare per risolvere i problemi

Anche se a prima vista questa affermazione sembra assolutamente controintuitiva, seguiamo questa lezione di Sunni Brown per capire quanto può esserci d’aiuto tracciare segni spontanei per accedere alle parti creative della nostra mente che possono aiutarci a trovare nuovi percorsi per superare gli ostacoli quotidiani.

 

 

 

Qui la trascrizione

 

0:11Voglio raccontarvi la mia storia. Trascorro molto tempo a insegnare agli adulti come usare il linguaggio visuale e scarabocchiare sul posto di lavoro. E naturalmente, incontro molta resistenza, perché è considerato anti-intellettuale e contrario ad un apprendimento serio. Ma ho un problema con questa convinzione, perché so che scarabocchiare ha un impatto profondo sul modo in cui elaboriamo le informazioni e sul modo in cui risolviamo i problemi.

0:37Quindi ero curiosa del perché ci fosse una sconnessione tra il modo in cui la nostra società percepisce lo scarabocchiare e com’è invece la realtà. Ho scoperto alcune cose interessanti. Per esempio, non esisteuna definizione lusinghiera dello scarabocchiare. Nel 17° secolo, uno scarabocchio era un sempliciotto o uno stupido — come in Yankee Doodle [titolo di una canzone]. Nel 18° secolo, è diventato un verbo, e voleva dire truffare o ridicolizzare o prendersi gioco di qualcuno. Nel 19° secolo, era un politico corrotto.E oggi, abbiamo quella che è forse la definizione più offensiva, almeno secondo me, che è la seguente:scarabocchiare significa ufficialmente perdere tempo, tergiversare, giocherellare, fare segni privi di significato, fare qualcosa privo di valore, di sostanza o di importanza, e — la mia definizione preferita —non fare niente. Non mi stupisce che la gente sia ostile allo scarabocchiare al lavoro. Non fare niente al lavoro è come masturbarsi al lavoro; è assolutamente fuori luogo.

1:32(Risate)

1:34Per di più, ho sentito storie di gente rimproverata dai professori, ovviamente, per aver scarabocchiato in classe. E hanno capi che li rimproverano perché scarabocchiano in sala riunioni. C’è una potente regola culturale contro lo scarabocchiare in situazioni in cui si suppone si debba imparare qualcosa. E sfortunatamente, la stampa tende a rinforzare questa regola quando riporta gli scarabocchi — di una persona importante in un’udienza o in situazioni simili — di solito si usano parole tipo “scoperto” “colto” o “trovato”, come se fosse stato commesso un qualche atto criminale.

2:04E per di più, c’è un’avversione psicologica allo scarabocchio — grazie, Freud. Negli anni ’30, Freud ci ha detto che si poteva analizzare la psiche basandosi sugli scarabocchi. Non è esatto, ma è successo a Tony Blair al Forum di Davos nel 2005, quando i suoi scarabocchi sono stati, ovviamente, “scoperti” ed è stato etichettato in questo modo. [aggressivo, instabile, irritabile, sotto pressione, megalomane] Poi si è scoperto che erano gli scarabocchi di Bill Gates. (Risate) E Bill, se sei qui, nessuno pensa che tu sia megalomane. Ma questo contribuisce a non voler condividere i propri scarabocchi.

2:39E questo è il vero problema. Ecco cosa ne penso. Credo che la nostra cultura sia talmente focalizzata sull’informazione verbale da renderci quasi ciechi di fronte al valore dello scarabocchio. E la cosa non mi piace. Per questo motivo credo che abbiamo bisogno di una rottura, e sono qui per rimettervi rapidamente di fronte alla realtà. Ecco la verità: scarabocchiare è uno strumento incredibilmente potente,ed è uno strumento che dobbiamo ricordare e reimparare.

3:03Ecco allora una nuova definizione dello scarabocchiare. E spero che ci sia qui qualcuno dell’Oxford English Dictionary, perché più tardi gli devo parlare. Ecco la vera definizione: Scarabocchiare è tracciare segni spontanei che aiutano a pensare. Questo è il motivo per cui milioni di persone scarabocchiano.Ecco un’altra interessante verità sullo scarabocchiare: la gente che scarabocchia quando riceve informazioni verbali ricorda più informazioni rispetto a coloro che non lo fanno. Si pensa che scarabocchiare sia ciò che si fa quando si perde la concentrazione, ma in realtà è una misura preventivaper impedire di perdere la concentrazione. Inoltre, ha un effetto profondo sulla soluzione creativa dei problemi e sull’elaborazione di informazioni complesse.

3:40Ci sono quattro modi con cui chi apprende acquisisce informazioni per poter prendere decisioni. Sono modalità visive, uditive, di lettura e di scrittura e cinestetiche. Quindi per poter realmente fare tesoro delle informazioni e trarne vantaggio, dobbiamo coinvolgere almeno due di queste modalità, oppure dobbiamo coinvolgerne una e abbinarla a un’esperienza emotiva. L’incredibile contributo dello scarabocchioconsiste nel coinvolgere contemporaneamente tutte e quattro le modalità con la possibilità di un’esperienza emotiva. E’ un contributo non indifferente per un comportamento a cui non si dà valore.

4:15E’ talmente elementare, ma mi ha fatto piangere quando l’ho scoperto. Hanno fatto delle ricerche antropologiche sullo sviluppo delle attività artistiche nei bambini, e hanno scoperto che, nello spazio e nel tempo, tutti i bambini mostrano la stessa evoluzione nella logica visiva in fase di crescita. In altre parole, hanno una complessità condivisa e crescente nel linguaggio visivo che ha luogo in una sequenza prevedibile. Credo sia un fatto incredibile. Credo che significhi che scarabocchiare è innato e che noi stiamo semplicemente rinnegando quell’istinto. E infine, molti non ne sono al corrente, ma lo scarabocchio è il precursore di alcuni dei nostri più grandi patrimoni culturali. Eccone uno dei molti:questo è Frank Gehry, il precursore dell’architetto del Guggenheim di Abu Dhabi.

4:56Il punto è: In nessun caso lo scarabocchio deve essere estirpato da una classe, da una sala riunioni e nemmeno da una stanza della guerra. Al contrario, scarabocchiare dovrebbe essere sfruttato precisamente in quelle situazioni dove la densità di informazioni è molto alta ed è molto forte il bisogno di elaborare quelle informazioni. Vi dirò ancora una cosa. Poiché scarabocchiare è universalmente accessibile e non è una forma d’arte intimidatoria può essere sfruttata come un portale attraverso il quale eleviamo le persone verso livelli più alti di alfabetizzazione. Amici miei, scarabocchiare non è mai stata la nemesi del pensiero intellettuale. In realtà, è uno dei suoi più grandi alleati.

5:35Grazie. (Applausi)

#miglioramento, #problem-solving

Gli hacker sono buoni?

La parola “hacker”, in Italia e nel mondo è sempre più spesso sinonmo di “pirata informatico”. Alzi la mano chi leggendo il titolo di questo articolo non abbia pensato questo.

Il termine hacker è in realtà un termine diverso e mi porta alla mente l’etica dell’ambiente in cui l’aggettivo è stato coniato.

L’etica, la cultura e la filosofiahacker affondano le radici negli anni cinquanta e sessanta, muovendo i primi passi al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Il termine “etica hacker” è attribuito allo scrittore Steven Levy, che lo descrive nel libro del 1984Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica.[1]. Sebbene alcuni dei fondamenti dell’etica hacker siano stati descritti anche da altri autori (vedasi, ad esempio, il testo Dream Machines (1974) di Theodor Nelson), Levy è considerato il primo ad aver documentato questa filosofia e ad averne individuato i fondatori. Secondo la ricostruzione di Levy, in uno dei laboratori del MIT dove era presente un IBM 704 alcuni studenti, dedicandosi fortemente alla programmazione, segnarono le prime tappe della cultura hacker. Nel linguaggio comune degli studenti del MIT, con “hack” si intendeva un progetto in fase di sviluppo o un prodotto realizzato con scopi costruttivi, con riferimento ad un forte piacere dato dal coinvolgimento nel progetto.[2] Il termine venne adottato estrapolandolo dal comune linguaggio gergale universitario, in cui, col termine “hack”, si indicavano gli scherzi goliardici architettati dagli studenti. L’etica hacker fu descritta come un “nuovo stile di vita, con una filosofia, un’etica, ed un sogno”

Se vuoi conoscere chi sono gli hacker, libera la mente da ogni pregiudizio e compra (dopo aver letto gratis) Il libro “Hackers” di Carlo Gubitosa

Ti basta seguire il link per leggerlo online o scaricarlo

 

 

 

Se vuoi diventre un hacker, una buona lettura per iniziare è questa
https://espertointernet.files.wordpress.com/2011/02/come_diventare_un_hacker.pdf

#hacker, #sicurezza-informatica

Corso ECDL – libri liberi e gratis per l’esame e per cultura personale

La Patente Europea del computer (ECDL) è sicuramente uno dei modi per certificare di avere delle conoscenze base del mondo digitale. La nuova ECDL prevede un maggior uso delle nuove tecnologie e del software libero e per questo torna ad avere una qualche rilevanza che vada oltre il mero titolo accademico.

Come ricorda wikipedia

Sia Nuova ECDL che Advanced sono certificazioni vendor independent: il candidato può scegliere liberamente se svolgere l’esame su software proprietario con la suite Office e Internet Explorer e Outlook Express o Windows Mail di Microsoft oppure con software libero, con simulazioni su GNU/Linux distribuzione Ubuntu 12.04 LTS con interfaccia Unity per il modulo 1 (Computer essentials), LibreOffice 3.5.2 per i moduli 3 (Word processor’s), 4 (Spreadsheets), 6 (Presentations) e 8 (Using Databases) e Mozilla Firefox e Mozilla Thunderbird per il modulo 2 (Online essentials)

 

La patente europea per l’uso del computer detta anche ECDL, acronimo del nome inglese “European Computer Driving Licence”, è un attestato che certifica il possesso di una competenza informatica di base, che si identifica con la capacità di operare al personal computer con le comuni applicazioni e la conoscenza essenziale della tecnologia dell’informazione (IT) a livello dell’utente generico.

ECDL è un programma che fa capo a CEPIS (Council of European Professional Informatics Societies), l’ente che riunisce le associazioni europee di informatica. L’Italia è uno dei Paesi membri ed è rappresentata da AICA, l’Associazione italiana per l’informatica ed il calcolo automatico. Il programma prevede 7 esami, con il superamento di 4 si ottiene il “Diploma ECDL Start” con il superamento di tutti e 7 i moduli richiesti si ottiene il 2 Diploma, quello completo “Diploma ECDL”.

La “Nuova ECDL” propone nuovi moduli e consente una maggiore flessibilità, in quanto il candidato può scegliere la combinazione di moduli che ritiene più interessante e utile e chiedere in ogni momento un certificato che attesti gli esami superati.

Più precisamente, sarà possibile conseguire tre tipi di certificazioni: ECDL Base, ECDL Full Standard, ECDL Profile (quest’ultima in vigore dal 1º gennaio 2014), basati su 17 Moduli raggruppati in 3 categorie: Base, Standard, Advanced.

Se vuoi autoformarti o essere seguito da un partner digitale nell’apprendere questi concetti necessari all’inclusione digitale, qui troverai un po’ di risorse gratuite in italiano che circolano in rete.

Simulazione online del quiz ecdl

Dal sito Matematicamente

 

 

http://www.matematicamente.it/test-e-quiz/ecdl/

 

 

 

#informatica, #libri-gratuiti, #nuova-ecdl, #open-source, #preparare-ecdl, #simulazione-ecdl, #software-libero