Non ce la danno a bere?


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Le persone che bevono l’acqua che deriva dal Lago Pertusillo possono stare sicuri che stiano bevendo acque di buona qualità?

Cosa possiamo fare per cominciare a prenderci cura dei nostri figli e dei figli di tutti?

Urge una crescita culturale degli italiani sulla correlazione tra ecologia e salute della cittadinanza.

Qui sotto alcuni video per poter riflettere.

 

video breve

 

 

 

 

#ciavvelenanopersoldi

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Amare la verità – Eleonora Barberio


di Eleonora Barberio*
Dostoevskij diceva: “Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte.” Come adolescente posso certamente affermare che noi ragazzi pretendiamo la verità, la desideriamo e la bramiamo.
Ci vengono presentate però verità a basso costo, difettose, di cattiva qualità. Così ci inganniamo e ci procuriamo profonde ferite, rassegnandoci alle falsità che ci vengono propinate in ogni modo possibile.
Ho capito che per essere trasmessa, la veritá deve essere innanzitutto conosciuta. Per essere conosciuta deve essere voluta, ma per volerla bisogna essere forti, spaventosamente ed incredibilmente forti.
E qui i nodi tornano al pettine. C’è troppa debolezza, troppa insignificanza e troppa mollezza.
Nel migliore dei casi un disinteresse dilagante distrugge la sete di verità che tutti abbiamo. Per noi ragazzi è ulteriormente doloroso. È un po’ come se stessimo morendo di sete e, in fin di vita, avessimo bisogno di acqua per poter sopravvivere ma ci venisse dato da mangiare per farci venire ancora più sete.
Allo stesso modo noi chiediamo la realtà, il vero, la salvezza e ci vengono date in cambio il finto, il falso e la perdizione. È bene a questo punto chiedersi, cosa è la verità?
Nel cuore di ognuno di noi è scritta la risposta ed è universale, per tutti. Non siamo però abbastanza forti da volerla. Non la desideriamo perché potrebbe metterci in difficoltà. Potrebbe trasformarci, e non sia mai, migliorarci. Potrebbe essere troppo cara e costarci un litigio, una discussione, la reputazione e sì, anche la vita. Ci farebbe risultare fuori moda o peggio, controcorrente. Penso che gli eroi di oggi siano coloro che gridano la verità; sono bellissimi perché trasudano libertà e limpidezza.
Il 30 gennaio il Circo Massimo era traboccante di eroi di ogni statura o età, era ricco di bellezza e di luce, sì luce.
Quando ci si abitua al buio, la luce può spaventare e addirittura essere rifiutata. Ma il buio rimane buio e la luce rimane luce e così la sua potenza.
D’altra parte, la verità è il sale della terra.
Il sale, come diceva Bernanos, sulla pelle a vivo brucia, ma le impedisce anche di marcire. Dio ha voluto che noi fossimo il sale della terra, non il miele.
Noi cristiani siamo chiamati a trasmettere la Verità agli altri, anche quando può far male o bruciare, anche quando non è compresa o accettata. Siamo chiamati ad impedire al mondo di marcire. Siamo chiamati a testimoniare che la sola ed unica verità è a forma di Croce. Può essere rifiutata, derisa, odiata, offesa, schernita ma è la cosa più preziosa che abbiamo. Dobbiamo difenderla.
Keats affermava:”La bellezza è verità, la verità è bellezza: questo è tutto ciò che voi sapete in terra e tutto ciò che vi occorre sapere.”
Ci basta questo per vivere, per lottare e per vincere.
Vi chiedo però un favore: non trascurate noi ragazzi, adolescenti.
Vi assicuro che se ci rivelate la bellezza autentica che avete scoperto voi, la stessa che vi ha salvato e che ha dato un senso alla vostra vita, non ce la lasceremo scappare e vi seguiremo. Combattete per noi e ci uniremo alla vostra lotta per sostenervi e per garantire un domani luminoso alla nostra terra ferita che ha sete d’amore ma beve falsità e odio per il bene. Diteci che è un onore combattere per Chi ci ha creati. Guardateci negli occhi e confidateci che ne varrá la pena. Allora noi continueremo l’ardua impresa della testimonianza nel nostro gruppo di amici, a scuola, nello sport e in ogni dove.
Ora come non mai abbiamo bisogno di tutte le armi di luce possibili. Perseveriamo e non cediamo alla stanchezza, all’incomprensione, allo scoraggiamento.
Perché se per difendere la Verità dovremo soffrire o piangere tutte le lacrime, dovremo anche avere il coraggio di venire guariti e curati da tutte le nostre ferite, imperfezioni e difetti.
Questo, lo dobbiamo a Colui che sul Calvario accettò di essere flagellato, schernito, ridicolizzato e crocifisso. Per noi, tutti.

*solo per la cronaca, Eleonora ha 16 anni.

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Diventa anche tu un partner digitale!

NOma – App per combattere le mafie


Bellissima iniziativa quella di realizzare un’app per ogni smartphone per ricordare gli eroi uccisi dalla mafia (e dalla parte malata dello Stato che ha ancora rappresentati nelle istituzioni).
Puoi combattere la mafia anche tu tenendo viva la memoria di chi ha scritto col sangue l’idea d’Italia che tutti dovremmo desiderare.

Visita il sito nomapalermo.it/

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.sullenostregambe.nomapalermo

NOma nasce da un’iniziativa dell’associazione culturale “sulle nostre gambe” e si pone l’obiettivo di divulgare “le storie” delle molte persone che hanno combattuto la mafia fino a sacrificare le proprie vite.
NOma è un’applicazione che guida cittadini, turisti, giovani e studenti attraverso le strade di Palermo e dintorni, nei luoghi degli attentati mafiosi che hanno sconvolto la storia italiana a partire dagli anni ’70.
NOma vuole fornire utili strumenti alle nuove generazioni per combattere un male che non è ancora stato debellato, malgrado i passi da gigante compiuti in questi anni e che, piuttosto, si diffonde nella nostra penisola in forme sempre più subdole.
Ciascuna “storia” è illustrata e raccontata attraverso documenti storici, animazioni digitali, note biografiche, video, fotografie d’epoca e interviste inedite ai familiari, con la voce narrante di Pif e di tanti altri artisti.
L’applicazione propone inoltre itinerari che conducono alla scoperta delle realtà che aderiscono a “Addiopizzo”, un movimento che agisce dal basso nato su iniziativa di un gruppo di giovani che hanno scelto di combattere la mafia promuovendo un sistema di economia virtuosa e libera dalla mafia attraverso lo strumento del “consumo critico Addiopizzo”.

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Roberta D’Alessandro 1 Ministra Giannini 0


Ministra, la prego di non vantarsi dei miei risultati.
La mia ERC e quella del collega Francesco Berto sono olandesi, non italiane. L’Italia non ci ha voluto, preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi ERC non compaiono, né compariranno mai.
E così, io, Francesco e l’altra collega, Arianna Betti (che ha appena ottenuto 2 milioni di euro anche lei, da un altro ente), in 2 mesi abbiamo ottenuto 6 milioni di euro di fondi, che useremo in Olanda. L’Italia ne può evidentemente fare a meno.
Prima del colloquio per le selezioni finali dell’ERC, ero in sala d’aspetto con altri 3 italiani. Nessuno di noi lavorava in Italia. Immagino che qualcuno di loro ce l’abbia fatta, e sia compreso nella sua “lettura personale” della statistica.
Abbia almeno il garbo di non unire, al danno, la beffa, e di non appropriarsi di risultati che italiani non sono. Proprio come noi.
Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all’Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto.

Sono i fondi di queste persone che le permetto di contare, non i miei.

E finalmente qualcuno dice le cose come stanno. Questi politici bravi a riempirsi la bocca solo quando non sono impegnati a riempirsi il portafogli!
L’Italia è migliore dei suoi rappresentanti.
Votiamo consapevolmente e diffondiamo l’amore per la cultura non solo per fini economici.

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#avaste

Stile di vita ed inquinamento la vera causa dell’aumento di casi di cancro


Da ora in avanti, se ancora ce ne fosse bisogno, non possiamo più tollerare di vivere in un Paese ad alta densità di inciviltà ecologica.
La nostra terra è martoriata dall’ignoranza che riguarda temi legati alla salvaguardia dell’ambiente ed alla scelta di soluzioni a basso impatto sui beni comuni.
La terra dei fuochi ha smesso di essere “emergenza” e questo perché i cittadini hanno altro a cui pensare.
Per proteggere la vita delle generazioni future dobbiamo scegliere politici che non si pieghino a logiche di affari personalistici e che perseguano, oltre al bene comune, il benessere comune.
La prevenzione delle malattie mortali si deve fare anche scegliendo di vedere l’inquinamento invisibile che circonda la nostra vita.

Ambiente e stili di vita sarebbero i fattori che contano per il 70%-90% nello sviluppo dei principali tumori. I fattori interni, cioè il modo in cui il corpo funziona e il rischio di mutazioni casuali del Dna delle cellule staminali, pesano solo per il 10-30%.

Secondo la ricerca, pubblicata da Cristian Tomasetti e Bert Vogelstein della Johns Hopkins sulla rivista Science, i due terzi dei tumori sono causati da mutazioni casuali del Dna delle cellule staminali, con un apporto minimo o nullo al rischio da parte di stili di vita o cause ereditarie.

Leggi il resto qui…

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/21/cancro-nessuna-sfortuna-nello-sviluppo-dei-tumori-contano-fattori-esterni/

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