I furbetti del cartellino: ecco cosa rischiano 


Notizia di oggi…

 

Novantaquattro indagati, cinquantacinque arrestati. E’ questo il bilancio di due anni di indagini che hanno portato oggi ad una maxi operazione dei Carabinieri nei confronti di medici e personale assenteista dell’ospedale ‘Loreto Mare’ di Napoli. A inchiodare i dipendenti del nosocomio napoletano, le immagini riprese con telecamere nascoste dagli investigatori, che hanno potuto così immortalare e inchiodare i ‘furbetti del badge’

http://www.adnkronos.com/fa

 

Gli inquirenti hanno chiuso le indagini e quindi questi furbetti molto probabilmente avranno pene leggere rispetto a quelle che entreranno in vigore.

Se sei indignato anche tu condividi questo articolo. Fai sapere agli altri eventuali furbetti che ora forse è meglio cominciare a lavorare e non a “rubare” alla collettività.

 

Furbetti del cartellino o no, perderà il lavoro anche chi non “merita” di occupare il posto causa “insufficiente rendimento rilevato dalla reiterata valutazione negativa della performance del dipendente nell’arco dell’ultimo triennio”. Discorso altrettanto duro riguardo gli assenteismi di massa per malattia in periodi che possono destare sospetto, come riportato dai fatti di cronaca recenti riguardo l’incredibile incremento di assenze collettive da parte di alcuni vigili urbani nel periodo di Capodanno. In questo caso, gli accertamenti dell’effettivo stato di malattia per cui assentarsi giustamente dal lavoro passerà dai medici della Asl alle competenze del personale sanitario al soldo dell’Inps.

http://quifinanza.it/lavoro/nuove-norme-per-i-furbetti-del-cartellino-ecco-cosa-rischiano/108646/

#webmarketing Unire due pagine Facebook


Se ci tieni al tuo brand online sicuramente devi controllare tutti i canali su cui la tua immagine si proietta. Può capitare che tu apra una pagina Facebook aziendale per poi scoprire che qualcuno si è già registrato presso la tua attività e che, per questo motivo, Facebook abbia realizzato una pagina legata alla tua impresa ma senza amministratore.
Quando si verifica questa situzione sicuramente è opportuno agire immediatamente e chiedere al social network blu di eliminare la confusione che si può generare negli utenti che ti cercano.
Qui sotto, direttamente dall’aiuto di Facebook, i passaggi per realizzare facilmente questa operazione.
Se sei interessato ad una analisi gratuita del tuo brand online contattami visitando marcocostanzo.com oppure lascia un commento qui sotto.
Se hai due Pagine Facebook che rappresentano lo stesso oggetto, potresti essere in grado di unirle nei seguenti casi:
  • Sei un amministratore di entrambe le Pagine.
  • Le tue Pagine hanno nomi simili e rappresentano lo stesso oggetto.
  • Le tue Pagine hanno lo stesso indirizzo se dispongono di un luogo fisico.
Per unire le tue Pagine:
  1. Accedi a facebook.com/pages/merge.
  2. Seleziona le due Pagine che desideri unire e clicca su Continua.
  3. Clicca su Richiedi unione.
Se non sei in grado di unire le Pagine, significa che non è possibile eseguire questa operazione per le tue Pagine. Se vedi l’opzione per richiedere l’unione delle Pagine, esamineremo la tua richiesta.
Se le Pagine possono essere unite, i “Mi piace” e le registrazioni delle Pagine verranno uniti, mentre i post, le foto, le recensioni, le valutazioni e il nome utente verranno eliminati dalla Pagina che unisci. La Pagina che desideri mantenere rimane invariata, a parte l’aggiunta dei “Mi piace” e delle registrazioni che vengono importati dall’altra Pagina. La Pagina che non desideri mantenere sarà rimossa da Facebook e non potrai annullare l’unione.
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Distinguere le notizie false da quelle vere e non diffondere le bufale


Internet è il regno delle informazioni che, come l’acqua, possono essere buone o inquinate.

Oggi iniziamo ad imparare come distinguere le informazioni vere da quelle false ed una regola eccezionale che può farci evitare tanti errori.

Il sito Valigia Blu ha pubblicato un ottimo servizio giornalistico sulle Fake News.

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Tutti noi ogni volta che accettiamo in maniera passiva le informazioni, condividendo un post, un’immagine, un video, senza prima aver verificato, contribuiamo ad aumentare il rumore e la confusione. Noi tutti svolgiamo un ruolo fondamentale in questo ecosistema. (…)

Dobbiamo assumerci la responsabilità di controllare in maniera indipendente cosa vediamo online.
Se hai una decina di minuti leggi questo articolo al seguente indirizzo

http://www.valigiablu.it/fakenews-disinformazione/
Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it

 

Se invece vuoi subito la regolina d’oro per non incappare nell’errore di mandare a qualche amico un messaggio falso, prova a fare così:

 

  1. Condividi solo lo stretto indispensabile
  2. Prima di condividere un testo esamina bene il suo contenuto, a prescindere dal fatto che contenga le parole “urgente” e “condividi”
    1. seleziona le prime parole
    2. inseriscile sul motore di ricerca precedute dalla parola “bufala”
    3. se nessun risultato mostra quel testo come falso allora puoi
  3. Condividerlo sui tuoi canali social (Whatsapp, Facebook ed altro) solo se strettamente necessario
  4. Se qualche tuo amico invece ti inoltra un testo od una immagine che non ti convincono devi sempre chiedergli di citarti la fonte, prima di condividere a tua volta.

Internet migliora se miglioriamo noi e se impariamo ad avere la giusta padronanza di questo strumento.

 

Marco Costanzo

Se vuoi aprire un canale Youtube segui questi consigli


Aprire un canale Youtube è estremamente semplice ma riuscire ad emergere nell’offerta di proposte del portale video più importante al mondo non è semplice. Se ti vuoi proporre come creatore di contenuti questi sono i consigli degli esperti.

Pu

Buona visione

Crea un brand sensazionale su YouTube

  • Concentrati sui contenuti: il brand deve rispecchiare il tipo di contenuti che intendi realizzare. Ti consigliamo di comunicare in sintesi quello che gli spettatori possono aspettarsi di vedere sia ora che in futuro.
  • Sii coerente: il branding deve rappresentare in maniera logica e uniforme lo stile del tuo canale. Deve comunicare il messaggio chiave in modo che gli spettatori possano farsi un’idea di cosa offre. Scegli un messaggio semplice e diretto. Assicurati che tutti i video, incluso il trailer del canale, siano in linea con il tuo branding.
  • Fatti trovare: grazie al branding gli spettatori dovrebbero trovare i tuoi video e il tuo canale con più facilità. Tagga i video usando metadati coerenti (informazioni basate su testo, ad esempio titoli o temi) e pubblica i video o il canale in varie piattaforme di social media. In questo modo gli spettatori troveranno con più facilità il tuo canale quando lo cercheranno.

Evoluzione della figura del Seo aziendale 


Giorgio Taverniti dimostra grandissima lucidità in questo suo video su come deve cambiare atteggiamento chi si occupa di Seo.  Se non si è  in grado di analizzare tutto il processo di aspettative degli utenti per quanto riguarda la messa a punto di un sito internet si rischia davvero di non riuscire ad essere protagonisti nell’ora dell’intelligenza artificiale all’interno dei motori di ricerca. 

Goditi questo fruibilissimo video… 

#espertointernet: Instagram Stories ruba utenti a Snapchat?


L’ultimo aggiornamento di Facebook Mobile sembra proprio aver colto il segno di quello che gli utenti vogliono fare in futuro con i social network.
I contenuti video rapidi e non eterni sembrano disegnare un mondo diverso da quello che oggi vediamo passare nelle bacheche e nello stream .dei nostri amici. Instagram appartiene a Facebook come Whatsapp. E’ chiaro che le strategie tendono a far convergere le interfacce per rendere all’utente la percezione di non cambiare drammaticamente ambiente spostandosi tra le varie app.

http://www.espertointernet.com/2017/02/instagram-stories-ruba-utenti-snapchat.html

Facebook: se non sai sorridere, non aprire una pagina


Questo articolo parla di Epic Fail e di successi nell’utilizzo di Facebook da parte delle aziende.

Dice un vecchio proverbio cinese che chi non sa sorridere non deve aprire un negozio. Aggiornandolo ai tempi di oggi si potrebbe dire che non si dovrebbe nemmeno aprire una pagina Facebook.

Ti racconto l’esperienza di questa mattina.

Mi connetto online e visito le pagine Facebook di 2 aziende. La prima ha 1.6 milioni di like, la seconda arriva a 500 like, la differenza è giustificata dal mercato di riferimento delle due società, ma 500 like vuol dire scarsa applicazione nel promuoverla nel mondo reale.

Mi connetto con la prima ed in poco tempo ottengo una risposta chiara e puntuale alla mia domanda da parte di Giulia, un vero “brand ambassador” dell’azienda per cui lavora. Alla fine delle sue comunicazioni non dimentica di firmarsi. Io parlo con lei che è una persona fisica come sono io. Mi toglie subito l’imbarazzo di parlare con qualcuno di cui non conosco l’identità.

Mi connetto con la seconda azienda, di cui non farò il nome, e dopo alcuni minuti ottengo la risposta alla mia domanda. Essendo il messaggio non firmato, chiedo la cortesia di sapere con chi stessi parlando. Guardo sullo schermo che il messaggio è stato visualizzato ma nessuno mi risponde.

E’ semplice maleducazione o incapacità professionale? Sicuramente l’azienda non ha ritenuto che la comunicazione frontale con il cliente attraverso Facebook fosse fondamentale ed ha lasciato nelle mani di qualcuno uno strumento che invece di rivelarsi un canale di comunicazione si è rivelato un boomerang per le vendite di quella impresa.

Avrei potuto immediatamente lasciare un feedback negativo nella pagina dello sprovveduto comunicatore/comunicatrice spiegando che nessuno ha evaso le mie domande ma questo non è nel mio stile. Sicuramente se dovessi acquistare in futuro gli articoli proposti dall’azienda scorbutica farei prima un giro  per cercare gli stessi articoli da qualche suo concorrente.

 

Come dice Zio Mike, bisogna sempre punire con un regalo le persone che ci offendono. Per questo motivo invierò questo articolo all’azienda numero 2. E farò i complimenti alla numero 1.

Suggerisco agli imprenditori che vogliono approfondire il concetto di webmarketing relazionale il lavoro di  Bryan Kramer oppure di cominciare a leggere il materiale del corso bit.do/tecnofelicita

e ricordate, siamo sempre la media delle 5 persone che frequentiamo più spesso.

educazione

 

Dr. Marco Costanzo

Digital Coach e Social Media Strategist

 

 

Aggiornamento [] Dopo aver inviato questo articolo al contatto chat della pagina facebook sono stato contattato da chi gestisce la pagina che mi ha spiegato che il trattamento a me riservato era in funzione della mia veste di venditore e non di acquirente. La reticenza a dire il proprio nome era legata quindi al mio ruolo. Per questo motivo sicuramente l’azienda numero 2 sicuramente non è da considerare scorbutica verso i clienti. 

Reddito di cittadinanza: una necessità secondo l’unione Europea? 


Il 47 per cento di posti di lavoro a rischio negli Usa, che diventano il 57 come media in Occidente, è una previsione di Carl Benedikt Frey e Michael Osborne della Oxford University del 2013 convalidata da un rapporto della Banca mondiale del 2016. Peccato che la stima fatta da Frey e Osborne non tiene conto proprio della variabile normativa, il fatto che i vari Stati potranno agevolare o bloccare la diffusione dell’automazione parzialmente o nel suo complesso. 
http://www.repubblica.it/tecnologia/2017/02/09/news/l_era_dei_robot_in_europa_e_il_reddito_di_cittadinanza-157940502/